Massimario 2022

Corte di Cassazione

  • Cass., Sez. VI Civ., 4 gennaio 2022, n. 75 (qui il testo)
    Il riferimento che le parti abbiano fatto in una clausola compromissoria a una istituzione arbitrale non esistente non inficia la validità della clausola stessa e deve essere inteso quale modalità di nomina degli arbitri.
  • Cass., Sez. I Civ., 5 gennaio 2022, n. 187 (qui il testo)
    In tema di giudizio arbitrale, la questione della violazione del contraddittorio deve essere esaminata non sotto il profilo formale ma nell’ambito di una ricerca volta all’accertamento di una effettiva lesione della possibilità di dedurre e contraddire, onde verificare se l’atto abbia egualmente raggiunto lo scopo di instaurare un regolare contraddittorio e se, comunque, l’inosservanza non abbia causato pregiudizio alla parte; ne consegue che la nullità del lodo e del procedimento devono essere dichiarate solo ove nell’impugnazione, alla denuncia del vizio idoneo a determinarle, segua l’indicazione dello specifico pregiudizio che esso abbia arrecato al diritto di difesa.
  • Cass., Sez. II Civ., 14 gennaio 2022, n. 1061 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria, contenuta in un contratto, che devolva agli arbitri la cognizione delle controversie aventi ad oggetto l’interpretazione del contratto, rientra nella competenza arbitrale anche la domanda avente ad oggetto la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno.
    Nel caso di contestuale proposizione dell’eccezione di compromesso e di domanda riconvenzionale, la prima non può considerarsi rinunciata in ragione della formulazione della seconda, in quanto l’esame della domanda riconvenzionale è ontologicamente condizionato al mancato accoglimento dell’eccezione di compromesso, essendo la fondatezza di quest’ultima incompatibile con l’esame della domanda riconvenzionale.
  • Cass., SS.UU., 18 gennaio 2022, n. 1392 (qui il testo)
    Al fine di valutare la compromettibilità in arbitrato di una controversia derivante dall’esecuzione di accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento amministrativo, devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, occorre valutare la natura delle situazioni giuridiche azionate, potendosi ricorrere allo strumento arbitrale solo se tali situazioni abbiano la consistenza di diritto soggettivo, ai sensi dell’art. 12 c.p.a., e non invece la consistenza di interesse legittimo.
    Non viola l’art. 809, co. 1, cod. proc. civ., che prescrive in maniera inderogabile il numero dispari degli arbitri, una clausola compromissoria che preveda un collegio arbitrale a composizione variabile, e attribuisca, in caso di numero pari di membri, un doppio voto al presidente del collegio.
  • Cass., Sez. I Civ., 19 gennaio 2022, n. 1647 (qui il testo)
    La violazione dell’ordine pubblico, ostativa al riconoscimento, è ravvisabile solo in casi eccezionali, di violazione di principi fondamentali dello Stato richiesto. Il giudice deve cioè verificare se siano stati soddisfatti i principi fondamentali dell’ordinamento, sicché non è ravvisabile una violazione del diritto di difesa in ogni inosservanza di una disposizione della legge processuale straniera a tutela della partecipazione della parte al giudizio, ma soltanto quando essa, per la sua rilevante incidenza, abbia determinato una lesione del diritto di difesa rispetto all’intero processo, ponendosi in contrasto con l’ordine pubblico processuale riferibile ai principi inviolabili a garanzia del diritto di agire e di resistere in giudizio. Alla luce di questi principi, non costituisce violazione dell’ordine pubblico il fatto che il procedimento arbitrale si sia svolto in una lingua straniera (nella specie, in lingua russa).
  • Cass., Sez. VI Civ., 19 gennaio 2022, n. 1668 (qui il testo)
    In presenza di un unico negozio a cui è stata portata un’integrazione successiva, non trova applicazione il principio giurisprudenziale in tema di rinvio fra negozi distinti ai fini della possibilità di applicazione, che viene esclusa, della clausola compromissoria contenuta in uno anche all’altro, dovendosi invece far riferimento all’unico regolamento contrattuale, seppur pattuito in differenti momenti.
  • Cass., Sez. I Civ., 20 gennaio 2022, n. 1805 (qui il testo)
    In tema di concessioni per l’esercizio di scommesse ippiche, la controversia introdotta per ottenere la condanna della P.A. concedente al risarcimento del danno derivato ai concessionari dal sopravvenuto mutamento delle condizioni economiche poste a base della convenzione (per il venir meno di fatto della riserva esclusiva pubblica della relativa gestione a seguito dell’ingresso illegale nel mercato di operatori esteri), nonché dalla mancata attivazione di sistemi di accettazione di scommesse a quota fissa e per via telefonica e telematica, è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, vedendo la stessa sulla fase di attuazione del rapporto concessorio e venendo in considerazione profili che attengono, non già all’esercizio di poteri autoritativi incidenti sul momento funzionale dello stesso rapporto, ma all’accertamento dell’inadempimento, da parte della P.A. concedente, alle obbligazioni sostanzianti il rapporto giuridico convenzionale a carattere paritetico, sicché la predetta controversia può essere compromessa in arbitrato rituale.
  • Cass., Sez. I Civ., 25 gennaio 2022, n. 2066 (qui il testo)
    In caso di clausola compromissoria inesistente il successivo comportamento delle parti non vale a sanare il vizio di carenza di potere degli arbitri. Tale sanatoria, prevista dall’art. 829, co. 1, n. 4 cod. proc. civ. in relazione all’art. 817 cod. proc. civ. si applica invece in caso di superamento, da parte degli arbitri, dei limiti loro imposti dal compromesso.
  • Cass., Sez. I Civ., 25 gennaio 2022, n. 2067 (qui il testo)
    In sede di ricorso per cassazione avverso la sentenza che abbia deciso sull’impugnazione per nullità del lodo arbitrale, la Corte di Cassazione non può apprezzare direttamente il lodo arbitrale, ma solo la decisione impugnata nei limiti dei motivi di ricorso relativi alla violazione di legge e, ove ancora ammessi, alla congruità della motivazione della sentenza resa sul gravame, non potendo peraltro sostituire il suo giudizio a quello espresso dalla Corte di merito sulla correttezza della ricostruzione dei fatti e della valutazione degli elementi istruttori operata dagli arbitri.
  • Cass., Sez. I Civ., 25 gennaio 2022, n. 2137 (qui il testo)
    In caso di lodo impugnabile anche per violazione delle norme di diritto applicabili al merito della controversia, l’ambito della cognizione della Corte d’appello non può essere limitato ai soli errores in procedendo di cui all’art. 829, co. 1, cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. I Civ., 25 gennaio 2022, n. 2159 (qui il testo)
    Il procedimento speciale di liquidazione delle spese e degli onorari degli arbitri, previsto dall’art. 814 cod. proc. civ. per l’arbitrato rituale, non è applicabile, nemmeno in via analogica, all’arbitrato irrituale.
  • Cass., Sez. I Civ., 25 gennaio 2022, n. 2194
    Il riferimento del n. 11 dell’art. 829 cod. proc. civ. alle disposizioni contraddittorie va interpretato nel senso che la contraddittorietà deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo, ovvero tra la motivazione ed il dispositivo, e non anche tra diverse parti della motivazione, nel mentre la contraddittorietà interna tra le diverse parti della motivazione, non espressamente prevista tra i vizi che comportano la nullità del lodo, può assumere rilevanza, quale vizio del lodo, soltanto in quanto determini l’impossibilità assoluta di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
  • Cass., Sez. II Civ., 26 gennaio 2022, n. 2308 (qui il testo)
    Il riferimento del n. 11 dell’art. 829 cod. proc. civ. alle disposizioni contraddittorie va interpretato nel senso che la contraddittorietà deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo, ovvero tra la motivazione ed il dispositivo, e non anche tra diverse parti della motivazione, nel mentre la contraddittorietà interna tra le diverse parti della motivazione, non espressamente prevista tra i vizi che comportano la nullità del lodo, può assumere rilevanza, quale vizio del lodo, soltanto in quanto determini l’impossibilità assoluta di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
  • Cass., Sez. I Civ., 27 gennaio 2022, n. 2400 (qui il testo)
    Trova applicazione anche nel giudizio arbitrale il principio, elaborato con riferimento al giudizio ordinario, secondo il quale nel caso in cui il giudice esamini d’ufficio una questione di puro diritto, senza procedere alla sua segnalazione alle parti onde consentire su di essa l’apertura della discussione (c.d. terza via), non sussiste la nullità della sentenza, in quanto (indiscussa la violazione deontologica da parte del giudicante) da tale omissione non deriva la consumazione di altro vizio processuale diverso dall’error iuris in iudicando ovvero dall’error in iudicando de iure procedendi, la cui denuncia in sede di legittimità consente la cassazione della sentenza solo se tale errore sia in concreto consumato: qualora invece si tratti di questioni di fatto, ovvero miste di fatto e di diritto, la parte soccombente può dolersi della decisione, sostenendo che la violazione di quel dovere di indicazione ha vulnerato la facoltà di chiedere prove o, in ipotesi, di ottenere una eventuale rimessione in termini, con la conseguenza che, ove si tratti di sentenza di primo grado appellabile, potrà proporsi specifico motivo di appello solo al fine di rimuovere alcune preclusioni (specie in materia di contro-eccezione o di prove non indispensabili), senza necessità di giungere alla più radicale soluzione della rimessione in primo grado, salva la prova, in casi ben specifici e determinati, che sia stato realmente ed irrimediabilmente vulnerato lo stesso valore del contraddittorio.
  • Cass., Sez. VI Civ., 28 gennaio 2022, n. 2666 (qui il testo)
    La produzione in giudizio da parte dell’attore che ha agito avanti il Giudice statuale del contratto contenente la clausola compromissoria, contenente la sola sottoscrizione del convenuto, non vale quale accettazione della detta clausola da parte dell’attore.
  • Cass., Sez. 1 Civ., 2 febbraio 2022, n. 3255 (qui il testo)
    Lo scrutinio in ordine all’esistenza di disposizioni contrarie all’ordine pubblico, ostative al riconoscimento di un lodo straniero, deve essere eseguito esclusivamente sulla base del dispositivo, con la precisazione che disposizioni contrarie all’ordine pubblico possano consistere non solo in precetti direttamente contrari ad esso (ad esempio, l’obbligo di sposare o non sposare una certa persona) ma anche in precetti di per sé neutri (ad esempio, il pagamento di una somma di denaro) quando la causa del pagamento sia in sé contraria all’ordine pubblico (ad esempio, il pagamento del compenso per l’uccisione di una persona) [obiter].
  • Cass., Sez. I Civ., 2 febbraio 2022, n. 3259 (qui il testo)
    Il mancato versamento dell’anticipo sulle spese prevedibili degli arbitri, di cui all’art. 816-septies cod. proc. civ., comporta lo scioglimento ipso iure del vincolo arbitrale, senza necessità (né possibilità) di interventi successivi da parte degli arbitri.
  • Cass., Sez. VI Civ., 8 febbraio 2022, n. 3934
    In virtù del principio di autonomia della clausola compromissoria, essa ha un’individualità nettamente distinta dal contratto nel quale inserita, non costituendone un accessorio, con la conseguenza che la nullità del negozio sostanziale non travolge, per trascinamento, la clausola compromissoria in esso contenuta, restando rimesso agli arbitri l’accertamento della dedotta invalidità.
  • Cass., Sez. I Civ., 10 febbraio 2022, n. 4335
    Le controversie in materia di validità di delibere societarie possono essere validamente devolute ad arbitri irrituali mediante una clausola compromissoria statutaria.
  • Cass., Sez. I Civ., 10 febbraio 2022, n. 4338 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in un contratto a favore di terzo è opponibile a quest’ultimo qualora questi abbia manifestato la volontà di profittare della stipulazione, in quanto tale volontà non può non riguardare tutte le clausole contrattuali nel loro insieme.
  • Cass., Sez. Lav., 11 febbraio 2022, n. 4569 (qui il testo)
    La decisione del Giudice statuale, che affermi o neghi l’esistenza o la validità di una clausola per arbitrato irrituale, e che, dunque, nel primo caso non pronunci sulla controversia dichiarando che deve avere luogo l’arbitrato irrituale e nel secondo dichiari, invece, che la decisione del Giudice statuale può avere luogo, non è suscettibile di impugnazione con il regolamento di competenza, in quanto la pattuizione dell’arbitrato irrituale determina l’inapplicabilità di tutte le norme dettate per quello rituale, ivi compreso l’art. 819-ter cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. VI Civ., 18 febbraio 2022, n. 5420 (qui il testo)
    La controversia relativa ad asseriti atti di mala gestio dell’amministratore e alla sua revoca per giusta causa è deferita agli arbitri, ove lo statuto sociale contenga una clausola compromissoria che attribuisce alla cognizione di questi le controversie nei confronti degli amministratori.
  • Cass., Sez. VI Civ., 24 febbraio 2022, n. 6223 (qui il testo)
    In tema di arbitrato, il primo periodo dell’art. 819-ter, co. 1, cod. proc. civ., nel prevedere che la competenza degli arbitri non è esclusa dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice ordinario, implica, in riferimento all’ipotesi in cui sia stata proposta una pluralità di domande, da un lato, che la sussistenza della competenza arbitrale sia verificata con specifico riguardo a ciascuna di esse, non potendosi devolvere agli arbitri (o al giudice ordinario) l’intera controversia in virtù del mero vincolo di connessione, dall’altro, che l’eccezione d’incompetenza sia sollevata con specifico riferimento alla domanda o alle domande per le quali è prospettabile la dedotta incompetenza; pertanto, ove essa sia formulata soltanto in relazione ad una tra più domande connesse, ma che non diano luogo a litisconsorzio necessario, il suo accoglimento comporta la necessaria separazione delle cause, ben potendo i giudizi proseguire davanti a giudici diversi in ragione della derogabilità e disponibilità delle norme in tema di competenza.
  • Cass., Sez. II Civ., 25 febbraio 2022, n. 6329
    L’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza che non ha natura inderogabile, così da giustificarne il rilievo d’ufficio ex art. 38, co. 3, cod. proc. civ., atteso che essa si fonda unicamente sulla volontà delle parti, le quali sono libere di scegliere se affidare o meno la controversia agli arbitri.
  • Cass., Sez. II Civ., 1 marzo 2022, n. 6732 (qui il testo)
    Posto che la clausola ha carattere di autonomia, l’espromittente, che è terzo rispetto al contratto, può avvalersene solo in virtù di un accordo con il creditore che, essendo diretto ad estendere gli effetti dell’originario patto compromissorio, non può derivare dalla mera assunzione dell’obbligo altrui perfezionatasi per fatti concludenti, occorrendo un atto rispettoso dei requisiti di forma imposti dall’art. 807 cod. proc. civ., impregiudicata la questione se, come sostenuto con riferimento alla cessione di credito, la clausola resti efficace a vantaggio del debitore originario e se questi possa comunque opporla all’espromittente.
  • Cass., Sez. VI Civ., 11 marzo 2022, n. 7990 (qui il testo)
    La clausola compromissoria binaria, che devolva determinate controversie alla decisione di tre arbitri, due dei quali da nominare da ciascuna delle parti, può trovare applicazione in una lite con pluralità di parti quando, in base ad una valutazione da compiersi a posteriori – in relazione al petitum ed alla causa petendi – risulti il raggruppamento degli interessi in gioco in due soli gruppi omogenei e contrapposti, sempre che tale raggruppamento sia compatibile con il tipo di pretesa fatta valere.
  • Cass., Sez. I Civ., 11 marzo 2022, n. 8050 (qui il testo)
    Si applica anche ai procedimenti arbitrali l’art. 92 cod. proc. civ., ai sensi del quale la compensazione delle spese può essere disposta solo in caso di soccombenza reciproca o per altre gravi ed eccezionali ragioni.
  • Cass., Sez. I Civ., 14 marzo 2022, n. 8213
    Il diritto dell’arbitro di ricevere il pagamento dell’onorario sorge per il fatto di avere effettivamente espletato l’incarico.
  • Cass., Sez. VI Civ., 16 marzo 2022, n. 8609 (qui il testo)
    In presenza di una clausola compromissoria che consenta alla parte convenuta in arbitrato di escludere la competenza arbitrale, si deve dedurre una chiara preferenza per il Giudice statuale, idonea a radicare la competenza di questi ove sia stato adito da una delle parti contrattuali.
  • Cass., Sez. II Civ., 17 marzo 2022, n. 8698 (qui il testo)
    La clausola compromissoria per arbitrato irrituale contenuta in un regolamento di condominio, la quale stabilisce che siano definite dagli arbitri le controversie che riguardano la interpretazione e la qualificazione del regolamento che possano sorgere tra l’amministratore ed i singoli condomini, deve essere interpretata, in mancanza di volontà contraria, nel senso che rientrano nella competenza arbitrale tutte le cause in cui il regolamento può rappresentare un fatto costitutivo della pretesa o comunque aventi causa petendi connesse con l’operatività del regolamento stesso, il quale, in senso proprio, è l’atto di autorganizzazione a contenuto tipico normativo approvato dall’assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell’art. 1136 cod. civ. e che contiene le norme circa l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione.

Corti di Appello

  • Corte di Appello dell’Aquila, 7 gennaio 2022, n. 19 (qui il testo)
    L’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza che non ha natura inderogabile, così da giustificarne il rilievo d’ufficio ex art. 38, co. 3, cod. proc. civ., atteso che essa si fonda unicamente sulla volontà delle parti, le quali sono libere di scegliere se affidare o meno la controversia agli arbitri, sicché tale eccezione doveva essere formulata, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta e nel termine di cui al combinato disposto di cui agli artt. 166 e 167 cod. proc. civ.
  • Corte di Appello di Venezia, 11 gennaio 2022, n. 25 (qui il testo)
    Nell’ipotesi in cui una parte non adempia spontaneamente alla propria obbligazione così come riconosciuta dagli arbitri in un procedimento arbitrale irrituale, l’altra parte, al fine di ottenere la condanna della parte inadempiente e la conseguente efficacia di titolo esecutivo della statuizione contrattuale venuta in essere a seguito del giudizio arbitrale, deve esperire una normale azione contrattuale di condanna all’adempimento fondata appunto sullo stesso contratto.
  • Corte di Appello di Bari, 13 gennaio 2022, n. 54 (qui il testo)
    Il riferimento del n. 11 dell’art. 829 cod. proc. civ. alle disposizioni contraddittorie va interpretato nel senso che la contraddittorietà deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo, ovvero tra la motivazione ed il dispositivo, e non anche tra diverse parti della motivazione, nel mentre la contraddittorietà interna tra le diverse parti della motivazione, non espressamente prevista tra i vizi che comportano la nullità del lodo, può assumere rilevanza, quale vizio del lodo, soltanto in quanto determini l’impossibilità assoluta di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
  • Corte di Appello di Catania, 13 gennaio 2022, n. 81 (qui il testo)
    Il tema della competenza, nei rapporti tra arbitri e Giudice statuale, deve essere esaminato senza preliminarmente verificare il fondamento della domanda.
  • Corte di Appello di Milano, 17 gennaio 2022, n. 142 (qui il testo)
    L’impugnazione del lodo non è ammissibile per il riesame del merito, considerate la natura del giudizio di nullità e la regola della specificità dei motivi. In fase rescindente il giudice dell’impugnazione deve infatti limitarsi ad accertare la sussistenza di una delle nullità previste dall’art. 829 cod. proc. civ., ossia degli errores in procedendo o in judicando specificamente denunciati con i motivi di impugnazione, senza che possa procedere ad accertamenti di fatto.
  • Corte di Appello di Roma, 18 gennaio 2022, n. 336 (qui il testo)
    Il lodo arbitrale rituale, che dichiara esistente o inesistente il diritto fatto valere in giudizio con la domanda, è idoneo ad assumere l’autorità di cosa giudicata, ai sensi dell’art. 2909 cod. civ., che rende incontrovertibile il contenuto della statuizione e, pertanto, in successivi processi non può essere posto in discussione l’accertamento compiuto in ordine all’esistenza o all’inesistenza del diritto dichiarato, sulla base di fatti dedotti o deducibili all’interno del primo giudizio.
  • Corte di Appello di Palermo, 18 gennaio 2022, n. 60 (qui il testo)
    L’impugnazione per nullità del lodo arbitrale non può mirare ad una rivalutazione dei fatti, nemmeno sotto il profilo del controllo sull’adeguatezza e congruità dell’iter argomentativo seguito dagli arbitri, poiché le disposizioni dell’art. 829, co. 1, nn. 4 e 5, cod. proc. civ. consentono l’impugnazione per difetto di motivazione solo se si tratti di radicale assenza di sostegno logico della pronuncia arbitrale.
  • Corte di Appello di Milano, 21 gennaio 2022, n. 213
    Rimane la possibilità per le parti, anche in tema di servizi di investimento, di optare per le forme comuni di arbitrato, la cui disciplina non viene quindi derogata dal d.lgs. 8 ottobre 2007, n. 179, istitutivo tra l’altro della Camera di conciliazione e arbitrato presso la Consob, contrariamente, per esempio, a quanto avvenuto nel c.d. arbitrato societario.
  • Corte di Appello di Milano, 28 gennaio 2022, n. 302 (qui il testo)
    In applicazione del generale principio iura novit curia, rientra nel potere discrezione del Giudice (o del tribunale arbitrale) dare qualificazione giuridica agli elementi di fatto introdotti nel procedimento, senza che su tale operazione di qualificazione sia necessario l’intervento in contradditorio delle parti.
  • Corte di Appello di Milano, 28 gennaio 2022, n. 306 (qui il testo)
    I condomini non sono legittimati a proporre opposizione di terzo in relazione a un lodo pronunziato nei confronti del condominio.
  • Corte di Appello di Firenze, 3 febbraio 2022, n. 207 (qui il testo)
    La mancata proposizione dell’eccezione di compromesso in una controversia vertente sul medesimo titolo e avente lo stesso oggetto, ma non identica ad altra pendente avanti gli arbitri, non priva questi ultimi del loro potere decisorio.
  • Corte di Appello di Roma, 7 febbraio 2022, n. 834 (qui il testo)
    La presenza di una clausola compromissoria non impedisce di richiedere e ottenere dal giudice ordinario un decreto ingiuntivo per il credito scaturente dal contratto, ferma restando la facoltà, per l’intimato, di eccepire la competenza arbitrale in sede di opposizione, con conseguente necessità, per il giudice di quest’ultima, di revocare il decreto ingiuntivo e d’inviare le parti dinanzi all’arbitro unico o al collegio arbitrale con declaratoria d’improponibilità della domanda azionata dinanzi al giudice ordinario.
  • Corte di Appello di Roma, 9 febbraio 2022, n. 900 (qui il testo)
    In materia societaria, attengono a diritti indisponibili, come tali non compromettibili in arbitri ex art. 806 cod. proc. civ., soltanto le controversie relative all’impugnazione di deliberazioni assembleari di società aventi oggetto illecito o impossibile, le quali danno luogo a nullità rilevabili anche d’ufficio dal giudice, cui sono equiparate, ai sensi dell’art. 2479-ter cod. civ., quelle prese in assoluta mancanza di informazione.
  • Corte di Appello di Brescia, 10 febbraio 2022, n. 216 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria, sono devolute alla competenza degli arbitri anche le controversie di cui all’art. 150 l.fall.
  • Corte di Appello di Lecce (Sez. Taranto), 10 febbraio 2022, n. 43 (qui il testo)
    Il compenso dovuto agli arbitri deve essere parametrato all’attività effettivamente prestata.
  • Corte di Appello di Messina, 10 febbraio 2022, n. 91 (qui il testo)
    Poiché il deferimento di una controversia al giudizio degli arbitri comporta una deroga alla giurisdizione ordinaria, in caso di dubbio in ordine alla interpretazione della portata della clausola compromissoria, deve preferirsi un’interpretazione restrittiva di essa e affermativa della giurisdizione statuale [per incuriam].
  • Corte di Appello di Lecce, 14 febbraio 2022, n. 204 (qui il testo)
    L’attività degli arbitri rituali ha natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario, sicché lo stabilire se una controversia spetti alla cognizione dei primi o del secondo si configura come questione di competenza, mentre il sancire se una lite appartenga alla competenza giurisdizionale del giudice ordinario e, in tale ambito, a quella sostitutiva degli arbitri rituali, ovvero a quella del giudice amministrativo o contabile, dà luogo ad una questione di giurisdizione.
  • Corte di Appello dell’Aquila, 15 febbraio 2022, n. 243 (qui il testo)
    La contraddittorietà cui fa riferimento l’art 829, co. 1, n. 11 cod. proc. civ. va intesa nel senso che il contrasto deve emergere fra le diverse componenti del dispositivo, ovvero tra la motivazione e il dispositivo, mentre la contraddizione interna tra le diverse parti della motivazione non rileva come vizio in quanto tale, ma solo allorché impedisca la ricostruzione dell’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
  • Corte di Appello di Firenze, 22 febbraio 2022, n. 335 (qui il testo)
    Ove il lodo non contenga un capo relativo alle spese di lite, si configura un vizio di omessa pronunzia, rilevante ai sensi dell’art. 829, co. 1, n. 12 cod. proc. civ., che non può essere sanato con un provvedimento dell’arbitro di correzione di errore materiale.
  • Corte di Appello di Milano, 3 marzo 2022, n. 739 (qui il testo)
    Le questioni relative alla titolarità (attiva o passiva) del diritto dedotto in un processo attengono al merito del giudizio, di modo che l’errata decisione arbitrale sul punto – ove determinata dal non corretto apprezzamento delle risultanze istruttorie – non integra il motivo di nullità di cui all’art. 829, co. 2, cod. proc. civ.
  • Corte di Appello di Messina, 4 marzo 2022, n. 130 (qui il testo)
    In tema di arbitrato l’interpretazione del contratto è riservata agli arbitri, dovendosi limitare il giudice dell’impugnazione, salvo una carenza assoluta di motivazione o l’impossibilità di ripercorrere l’iter logico della decisione, a controllare il rispetto delle regole di diritto, e in particolare dei criteri ermeneutici stabiliti dagli artt. 1362 e ss. cod. civ.
  • Corte di Appello di Venezia, 4 marzo 2022, n. 495 (qui il testo)
    Riguardo all’ordine pubblico processuale in tema di riconoscimento di lodi stranieri, il Giudice deve verificare se siano stati soddisfatti i principi fondamentali dell’ordinamento, anche relativi al procedimento formativo della decisione, con la precisazione che non è ravvisabile una violazione del diritto di difesa in ogni inosservanza di una disposizione della legge processuale straniera a tutela della partecipazione della parte al giudizio, ma soltanto quando essa, per la sua rilevante incidenza, abbia determinato una lesione del diritto di difesa rispetto all’intero processo, ponendosi in contrasto con l’ordine pubblico processuale riferibile ai principi inviolabili posti a garanzia del diritto di agire e di resistere in giudizio e non ove investa le sole modalità con cui tali diritti sono regolamentati o si esplicano nelle singole fattispecie.
    Al fine del riconoscimento e dell’esecuzione del lodo straniero, ai sensi dell’art. 5, co. 2, lettera b), della Convenzione di New York del 10 giugno 1958, resa esecutiva con l. 19 gennaio 1968, n. 62, il requisito della non contrarietà all’ordine pubblico italiano va riscontrato con esclusivo riguardo alla parte dispositiva della pronuncia arbitrale.
    L’ipotesi di rifiuto di riconoscimento ed esecuzione di lodo straniero prevista dall’art. 840, co. 2, n. 2, cod. proc. civ., consistente nell’impossibilità di far valere la propria difesa nel procedimento arbitrale, non è realizzata per il solo fatto che una particolare disposizione processuale, vigente nell’ordinamento straniero ed applicabile nella fattispecie, sia stata violata, essendo invece necessario che si sia verificata la predetta radicale impossibilità di difesa, viceversa configurandosi solo un vizio del procedimento arbitrale da far valere, semmai, nell’ordinamento straniero e con i mezzi d’impugnazione da quello previsti.
  • Corte di Appello di Perugia, 9 marzo 2022, n. 107 (qui il testo)
    Il lodo arbitrale irrituale è impugnabile solo per i vizi che possono vulnerare ogni manifestazione di volontà negoziale, come l’errore, la violenza, il dolo e l’incapacità delle parti che hanno conferito l’incarico, o dell’arbitro stesso.
  • Corte di Appello di Milano, 10 marzo 2022, n. 820 (qui il testo)
    In tema di arbitrato, il favor per la competenza arbitrale contenuto nella disposizione di cui all’art. 808-quater cod. proc. civ. si riferisce ai soli casi in cui il dubbio interpretativo verta sulla quantificazione della materia devoluta agli arbitri dalla relativa convenzione e non anche sulla stessa scelta arbitrale compiuta dalle parti.
  • Corte di Appello di Salerno, 10 marzo 2022, n. 277 (qui il testo)
    La sanzione della nullità del lodo per violazione dell’art. 829, co. 1, n. 4 cod. proc. civ., ovvero contraddittorietà delle disposizioni, deve intendersi come divergenza evidente nei componenti del dispositivo, o tra motivazione e dispositivo, e divergenze interne alla motivazione che rendano impossibile la ricostruzione dell’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di motivazione riconducibile alla decisione assunta.
  • Corte di Appello di Roma, 11 marzo 2022, n. 1656 (qui il testo)
    Deve essere dichiarata inammissibile l’impugnazione ordinaria proposta nei confronti di una sentenza di primo grado che, decidendo la controversia sottoposta al suo esame in via definitiva, si pronunzi, peraltro negandola e indicandola negli arbitri, sulla sola competenza.
  • Corte di Appello di Torino, 9 marzo 2022, n. 272 (qui il testo)
    Una pretesa erronea applicazione del principio di non contestazione non attiene al principio del contraddittorio, bensì all’onere della prova che non rientra tra i motivi elencati all’art. 829 cod. proc. civ. per i quali è consentita l’impugnazione del lodo per nullità.
    Anche nelle pronunce di arbitrato secondo equità il lodo può essere impugnato solo per la mancata esposizione sommaria dei motivi, ossia per la carenza di motivazione o per una motivazione che non consenta di comprendere la ratio della decisione o l’iter logico seguito dagli arbitri.
  • Corte di Appello di Catania, 10 marzo 2022, n. 483 (qui il testo)
    In caso di contratti pubblici, possono essere impugnati per violazione delle regole di diritto applicabili al merito della controversia i lodi resi sulla base di clausole compromissorie concluse prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 40/2006 ovvero da Tribunali arbitrali costituiti dopo l’entrata in vigore del d.lgs. 53/2010, secondo la disciplina transitoria di cui al d.l. 40/2010.
  • Corte di Appello di Firenze, 15 marzo 2022, n. 511 (qui il testo)
    Nel procedimento arbitrale, non vi è alcun obbligo di scambio delle note dei consulenti tecnici di parte, nell’ambito della consulenza tecnica disposta dal Tribunale arbitrale.
  • Corte di Appello di Venezia, ord. 16 marzo 2022 (qui il testo)
    Deve essere negata efficacia esecutiva ope legis al lodo straniero riconosciuto ai sensi dell’art. 839 cod. proc. civ.; nondimeno, trova applicazione l’art. 648 cod. proc. civ., in forza del quale, nel corso del giudizio di opposizione all’exequatur del lodo estero, la parte opposta può ottenere dal giudice la concessione della provvisoria esecutività quando, in base ad una delibazione da compiersi in via meramente incidentale, i motivi di opposizione appaiono non manifestamente fondati e non del tutto plausibili.

Tribunali

  • Tribunale di Torino, 3 gennaio 2022, n. 19 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti “inaudita altera parte”), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Foggia, 4 gennaio 2022 n. 2 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti “inaudita altera parte”), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Vicenza, 4 gennaio 2022, n. 9
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti “inaudita altera parte”), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Aosta, 10 gennaio 2022, n. 6 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti “inaudita altera parte”), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Torino, 10 gennaio 2022, n. 55 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria che devolva agli arbitri le controversie relative all’interpretazione statutaria, spetta alla cognizione del Giudice statuale la controversia relativa alla liquidazione della quota del socio receduto [per incuriam rispetto all’art. 808-quater cod. proc. civ. e alla relativa giurisprudenza].
  • Tribunale di Bologna, 13 gennaio 2022, n. 62 (qui il testo)
    Ove una clausola compromissoria sia stata espunta dallo statuto sociale prima della proposizione della domanda giudiziale, deve essere affermata la competenza del giudice ordinario in ordine alle controversie che – in base alla suddetta clausola – sarebbero state devolute alla cognizione degli arbitri.
  • Tribunale di Crotone, 13 gennaio 2022, n. 27 (qui il testo)
    L’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza che non ha natura inderogabile, così da giustificarne il rilievo d’ufficio ex art. 38, co. 3, cod. proc. civ., atteso che essa si fonda unicamente sulla volontà delle parti, le quali sono libere di scegliere se affidare o meno la controversia agli arbitri. Ne consegue che tale eccezione deve essere formulata dalla parte interessata, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata.
  • Tribunale di Bari, 14 gennaio 2022, n. 174 (qui il testo)
    Il lodo arbitrale di accertamento, che non reca alcun capo condannatorio, non costituisce idoneo titolo a fondamento dell’esecuzione forzata, né tale idoneità può derivare dalla circostanza che il lodo sia stato munito di exequatur ex art. 825 cod. proc. civ.
  • Tribunale dell’Aquila, 18 gennaio 2022, n. 6 (qui il testo)
    L’eccezione di compromesso, oltre a essere qualificata dalla giurisprudenza prevalente quale eccezione di rito, viene dalla stessa equiparata a quella d’incompetenza, della quale segue il regime giuridico. Essa pertanto deve essere sollevata nella comparsa di risposta tempestivamente depositati, ai sensi degli artt. 166 e 167 cod. proc. civ.
  • Tribunale di Milano, 18 gennaio 2022, n. 257 (qui il testo)
    Le controversie relative alla nullità di delibere di approvazione dei bilanci sociali per illiceità dell’oggetto, avendo ad oggetto diritti non disponibili, non sono compromettibili in arbitri.
  • Tribunale di Roma, 24 gennaio 2022, n. 1031 (qui il testo)
    Non osta all’operatività della clausola compromissoria la circostanza che la parte che la invoca abbia intrapreso numerosi giudizi in violazione della clausola stessa.
  • Tribunale dell’Aquila, ord. 27 gennaio 2022 (qui il testo)
    La sospensione di delibere assembleari ex art. 2378 cod. civ. non può essere richiesta prima dell’impugnazione delle stesse. Conseguentemente, se la competenza a conoscere delle impugnazioni è attribuita a un Tribunale arbitrale, dovrà essere previamente adito questo.
  • Tribunale di Parma, 27 gennaio 2022, n. 129 (qui il testo)
    La clausola compromissoria riferita genericamente alle controversie nascenti dal contratto cui essa inerisce va interpretata, in mancanza di espressa volontà contraria, nel senso che rientrano nella competenza arbitrale tutte e solo le controversie aventi causa petendi nel contratto medesimo, con esclusione di quelle che hanno, in esso, unicamente un presupposto storico, come nel caso di specie in cui, pur in presenza della clausola compromissoria contenuta in un contratto di appalto, gli attori hanno proposto azione di responsabilità extracontrattuale, ex art. 1669 cod. civ., deducendo gravi difetti dell’immobile da loro acquistato.
  • Tribunale di Genova, 31 gennaio 2022, n. 217 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in un determinato contratto non comporta il deferimento agli arbitri di controversie relative ad altri contratti, ancorché collegati a quello contenente la predetta clausola.
  • Tribunale di Novara, 31 gennaio 2022, n. 49 (qui il testo)
    La compresenza, nel medesimo contratto, di una clausola compromissoria e di una clausola sul foro non determina la prevalenza della competenza del giudice ordinario, né tanto meno l’esclusione di quella dell’arbitro. Le due disposizioni vanno pertanto interpretate in maniera armonica, riconoscendo la giurisdizione statuale limitatamente agli ambiti sottratti alla giurisdizione arbitrale.
  • Tribunale di Tivoli, 1 febbraio 2022, n. 144 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria, rientra nella competenza arbitrale la controversia avente ad oggetto un contratto di cessione di quote [per incuriam rispetto a Cass., Sez. II Civ., 31 marzo 2014, n. 7501 e Cass., Sez. I Civ., 25 giugno 2008, n. 17328].
  • Tribunale di Ancona, 2 febbraio 2022, n. 158 (qui il testo)
    La clausola compromissoria statutaria, che concerna solo controversie tra soci o tra soci e società, non si applica alle controversie tra società e amministratori.
  • Tribunale di Ancona, 2 febbraio 2022, n. 169 (qui il testo)
    La clausola compromissoria unilaterale, che consente a un solo contraente di decidere se rivolgersi agli arbitri o al Giudice statuale, è valida.
  • Tribunale di Bologna, 2 febbraio 2022, n. 240 (qui il testo)
    In materia societaria, la nomina del Tribunale arbitrale può essere demandata dalle parti a un’Autorità giudiziaria non competente per territorio [per incuriam rispetto a Cass., Sez. I Civ., 12 novembre 1992, n. 12188; ma il punto è controverso in dottrina].
  • Tribunale di Ancona, 7 febbraio 2022, n. 183 (qui il testo)
    La clausola compromissoria statutaria, ai sensi dell’art. 34, co. 4, d.lgs. 5/2003, può attribuire alla competenza degli arbitri le controversie promosse nei confronti degli amministratori, ma nel silenzio della clausola tali controversia rientrano nella competenza del Giudice statuale.
  • Tribunale della Spezia, 8 febbraio 2022, n. 87
    L’esistenza di una clausola compromissoria non preclude la pronuncia del decreto ingiuntivo, non essendo la rinuncia alla tutela giurisdizionale operata dalle parti rilevabile di ufficio dal Giudice investito del procedimento per decreto ingiuntivo, ma impone al Giudice dell’opposizione, in caso di opposizione incentrata sull’allegazione della esistenza di tale clausola, di dichiarare la nullità del decreto ingiuntivo opposto.
  • Tribunale di Bolzano, 10 febbraio 2022, n. 145 (qui il testo)
    La clausola per arbitrato irrituale non rientra tra quelle da approvarsi specificamente per iscritto, ai sensi degli artt. 1341 e 1342 cod. civ., non avendo contenuto derogativo della competenza del Giudice statuale.
  • Tribunale di Velletri, 10 febbraio 2022, n. 285 (qui il testo)
    L’eccezione d’incompetenza fondata su una clausola compromissoria non introduce nel processo un tema che necessita d’istruzione con possibilità di prove costituende, ma va decisa sulla base delle risultanze processuali disponibili, dovendosi tenere distinte le questioni concernenti il merito della causa, da decidersi all’esito dell’istruzione probatoria, da quelle relative alla competenza da decidersi allo stato degli atti.
  • Tribunale di Vicenza, 14 febbraio 2022, n. 253 (qui il testo)
    La disciplina di cui all’art. 34 d.lgs. 5/2003 trova applicazione alle sole società commerciali.
  • Tribunale di Bari, 16 febbraio 2022, n. 647 (qui il testo)
    Le controversie in tema di annullabilità di delibere sociali possono essere devolute alla cognizione di arbitri irrituali.
  • Tribunale di Patti, 16 febbraio 2022, n. 88 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria, rientrano nella competenza degli arbitri le controversie tra socio e società relative a un diritto di credito del primo nei confronti della seconda [per incuriam].
  • Tribunale di Siracusa, 21 febbraio 2022, n. 301 (qui il testo)
    La mancata attivazione delle camere arbitrali incide sulla validità della clausola compromissoria, con conseguente competenza del Giudice statuale.
  • Tribunale di Trani, 21 febbraio 2022 n. 337 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in uno statuto sociale, devolutiva agli arbitri anche delle controversie tra amministratore e società, non sottrae alla cognizione del Giudice statuale le controversie tra la persona dell’amministratore e la società, che rinvengono la loro causa petendi in un rapporto diverso da quello di amministrazione.
  • Tribunale di Catania, 24 febbraio 2022, n. 936 (qui il testo)
    Non vi è, in linea di principio, incompatibilità tra fallimento e cognizione arbitrale e ciò in quanto la vis actractiva del foro fallimentare non si estende anche alle azioni che già si trovino nel patrimonio del fallito, all’atto del fallimento, e che quindi avrebbero potuto essere eseguite dall’imprenditore in bonis, a tutela del proprio interesse. La clausola arbitrale è, dunque, opponibile al curatore del fallimento qualora egli agisca per il recupero di un credito nascente da un contratto al quale accede una clausola compromissoria.
  • Tribunale di Palermo, 24 febbraio 2022, n. 835 (qui il testo)
    La mancata impugnazione della declinatoria di competenza del giudice ordinario ed il conseguente giudicato formatosi sulla competenza degli arbitri preclude ogni discussione non solo sull’atto che ne sta alla base (la clausola compromissoria), ma anche sulla pronuncia arbitrale che ne costituisce lo sviluppo, ove non impugnata per ragioni ulteriori e diverse da quelle riguardanti la competenza.
  • Tribunale di Ancona, 28 febbraio 2022, n. 299 (qui il testo)
    I contratti stipulati da una società cooperativi con i soci cooperatori esulano dal rapporto sociale mutualistico intercorrente tra società e socio, rientrando nell’ambito dell’attività contrattuale della società che può espletarsi sia nei confronti dei soci che di terzi estranei al rapporto sociale. Conseguentemente, non trova applicazione in relazione a tali contratti la clausola compromissoria contenuta nello statuto sociale.
  • Tribunale di Milano, 1 marzo 2022, n. 1826 (qui il testo)
    Ove un contratto contenga una clausola compromissoria, e un successivo contratto che modifichi il primo preveda la competenza del Giudice statuale, esso reca una nuova pattuizione, in punto competenza, che supera quella originaria.
  • Tribunale di Modena, 1 marzo 2022, n. 240 (qui il testo)
    Si applica anche alla competenza arbitrale il principio secondo il quale, in ipotesi di adesione della parte alla eccezione di incompetenza sollevata dalla controparte ai sensi dell’art 38 cod. proc. civ. , è escluso ogni potere del giudice adito di decidere sulla competenza e di pronunciare sulle spese processuali relative alla fase di giudizio svoltasi davanti a lui, dovendovi provvedere il giudice avanti al quale è rimessa la controversia ex art. 50 cod. proc. civ.
  • Tribunale di Milano, 7 marzo 2022, n. 1921 (qui il testo)
    La controversia relativa alla restituzione di un finanziamento soci è devoluta alla cognizione arbitrale, se lo statuto della società contiene una clausola compromissoria.
  • Tribunale di Firenze, 9 marzo 2022, n. 660 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta nello statuto societario la quale, non adeguandosi alla prescrizione dell’art. 34 d.lgs. 5/2003, non preveda che la nomina degli arbitri debba essere effettuata da un soggetto estraneo alla società e nulla, non potendosi accettare la tesi del doppio binario, per cui essa si convertirebbe da clausola per arbitrato endosocietario in clausola per arbitrato di diritto comune, atteso che l’art. 34 commina la nullità per garantire il principio di ordine pubblico dell’imparzialità della decisione.
  • Tribunale di Palermo, 4 marzo 2022, n. 961 (qui il testo)
    Il mezzo di impugnazione del lodo arbitrale deve essere individuato in base alla natura dell’atto concretamente posto in essere dagli arbitri e non dell’arbitrato come previsto dalle parti.
  • Tribunale della Spezia, 14 marzo 2022, n. 189
    Ove una clausola compromissoria contenga una deroga alla competenza arbitrale dalla stessa fissata, essa pone un’eccezione alla regola che non può essere oggetto di applicazione analogica.
  • Tribunale di Cuneo, 15 marzo 2022, n. 261 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti inaudita altera parte e che l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Cuneo, 15 marzo 2022, n. 262 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti inaudita altera parte e che l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Milano, 15 marzo 2022, n. 2233 (qui il testo)
    La competenza del giudice ordinario ad assumere provvedimenti monitori in presenza di una clausola compromissoria contrattuale non implica un regime derogatorio dei principi affermati dagli artt. 91 e 92 cod. proc. civ., sicché il ricorso al procedimento monitorio avviene a rischio e pericolo dell’ingiungente, nel senso che ove l’ingiunto proponga opposizione e faccia rilevare la presenza del patto di compromesso, la revoca del decreto implica la condanna dell’opposto alle spese del giudizio.
  • Tribunale di Milano, 17 marzo 2022, n. 2378 (qui il testo)
    La clausola compromissoria statutaria non è applicabile alle controversie vertenti su diritti indisponibili, come quella avente ad oggetto la richiesta di declaratoria di nullità della delibera di approvazione del bilancio per illiceità dell’oggetto derivante dalla violazione nella redazione del documento delle norme inderogabili di legge poste a presidio dell’interesse generale non solo alla verità della rappresentazione contabile della situazione patrimoniale ed economica della società ma anche alla chiarezza e precisione delle informazioni desumibili dai dati esposti, destinate ai soci ed ai terzi che con la società vengono in rapporto.
  • Tribunale di Bergamo, 18 marzo 2022, n. 651 (qui il testo)
    In presenza di un accordo novativo parziale, concernente solo la quantità della prestazione e di riflesso la quantificazione del corrispettivo, rimane valida ed efficace la clausola compromissoria contenuta nell’accordo novato.
  • Tribunale di Palermo, 22 marzo 2022, n. 1221 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in uno statuto sociale mantiene la sua efficacia anche per i giudizi in cui si discuta del diritto del socio receduto alla liquidazione del valore della quota, trattandosi di diritti disponibili relativi al rapporto sociale.
  • Tribunale di Perugia, 23 marzo 2022, n. 412 (qui il testo)
    Nel dubbio, va sempre preferita una interpretazione che tenda a restringere il campo di applicazione della clausola a favore della normale ed ordinaria competenza della giurisdizione ordinaria [per incuriam].

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