Massimario 2021

Corte di Cassazione

  • Cass., Sez. VI Civ., 12 gennaio 2021, n. 286 (qui il testo)
    L’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza che non ha natura inderogabile, così da giustificarne il rilievo d’ufficio ex art. 38, co. 3, cod. proc. civ., atteso che essa si fonda unicamente sulla volontĂ  delle parti, le quali sono libere di scegliere se affidare o meno la controversia agli arbitri. Ne consegue che tale eccezione deve essere formulata dalla parte interessata, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta.
  • Cass., Sez. VI Civ., 12 gennaio 2021, n. 291 (qui il testo)
    La nozione di contraddittorietĂ  cui fa riferimento l’art. 829, co. 1, n. 11, cod. proc. civ. non corrisponde a quella di cui all’art. 360, co. 1, n. 5, cod. proc. civ., ma va intesa nel senso che il contrasto deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo, ovvero tra la motivazione ed il dispositivo, mentre la contraddizione interna tra le diverse parti della motivazione, non espressamente prevista tra i vizi che comportano la nullitĂ  del lodo, può assumere rilevanza, quale vizio del lodo, soltanto in quanto determini l’impossibilitĂ  assoluta di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
  • Cass., Sez. VI Civ., 14 gennaio 2021, n. 497 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in un contratto tra consumatore e professionista è inefficace ai sensi dell’art. 33 d.lgs. 206/2005, salvo che venga offerta prova contraria del suo carattere vessatorio (presunto ex lege), che non può limitarsi alla sussistenza di una trattativa comunque svolta o concernente clausole diverse da quella di deroga alla competenza del giudice statuale.
  • Cass., Sez. I Civ., 20 gennaio 2021, n. 935 (qui il testo)
    La questione circa la non deferibilitĂ  ad arbitri della controversia, per essere la stessa riservata alla giurisdizione del giudice amministrativo, proposta come motivo di ricorso avverso la sentenza della Corte d’appello che abbia pronunciato sull’impugnazione del lodo, si configura come questione di giurisdizione e deve pertanto essere esaminata in quanto tale.
  • Cass., Sez. I Civ., 25 gennaio 2021, n. 1463 (qui il testo)
    Nel procedimento di impugnazione de lodo arbitrale, la mera delibazione dei motivi di nullitĂ  del lodo arbitrale non dĂ  luogo al passaggio dalla fase rescindente a quella rescissoria, nĂ© può ritenersi elemento idoneo ad attribuire natura decisoria, e conclusiva della prima fase del giudizio, a tale valutazione del giudice, la circostanza che quest’ultimo, a seguito della detta delibazione, abbia provveduto all’istruttoria della causa.
  • Cass. Sez. VI Civ., 28 gennaio 2021, n. 1788 (qui il testo)
    Va dichiarata inammissibile l’impugnazione di un lodo arbitrale che mira ad ottenere una non consentita rivalutazione del fatto deciso dagli arbitri, invocando l’applicazione del principio dell’ordine pubblico sostanziale, che si assume violato dalle rationes decidendi adottate nel lodo arbitrale, in mancanza di dimostrazione che i principi di diritto sostanziale che si assumono violati integrino il detto ordine pubblico sostanziale, inteso come quella parte dell’ordinamento giuridico che ha per contenuti i principi fondamentali la cui osservazione e attuazione debbono ritenersi indispensabili all’esistenza dell’ordinamento e al conseguimento dei suoi fini essenziali.
  • Cass., Sez. I Civ., 5 febbraio 2021, n. 2747 (qui il testo)
    L’art. 817, co. 2, cod. proc. civ. prevede l’onere per la parte che intenda contestare la potestas iudicandi degli arbitri di proporre la relativa eccezione nella prima difesa successiva all’accettazione dell’incarico. L’espresso riferimento della norma anche alle contestazioni che assumano l’inesistenza della convenzione di arbitrato non lascia dubbi sul fatto che un simile onere ricada anche su chi contesti in radice la sussistenza della potestas ludicandi degli arbitri per mancanza di una clausola arbitrale. Rimane, invece, confinato al solo ambito dell’art. 806 cod. proc. civ. il contenuto dell’unica eccezione prevista a questa regola, dovendosi intendere per controversie non arbitrabili quelle che la legge vuole come non compromettibili, rispetto alle quali la deroga alla generale disciplina di immediata proposizione dell’eccezione trova giustificazione nell’intento del legislatore di attribuire ai diritti indisponibili o dei lavoratori (nelle ipotesi previste dal secondo comma della norma) una tutela rafforzata perchĂ© affidata alle garanzie della giurisdizione ordinaria.
  • Cass. Sez. VI Civ., 9 febbraio 2021, n. 3139 (qui il testo)
    Ai sensi dell’art. 828, co. 2, cod. proc. civ., l’impugnazione del lodo non è piĂą proponibile, decorso un anno dall’ultima sottoscrizione, senza che sia attribuito rilievo alla sua comunicazione, come del resto non fa neppure l’art.327 cod. proc. civ. con riferimento alle sentenze dei giudici ordinari.
  • Cass., Sez. VI Civ., 9 febbraio 2021, n. 3151 (qui il testo)
    Gli arbitri sono liberi di regolare l’articolazione del procedimento nel modo che ritengano piĂą opportuno, anche discostandosi dalle prescrizioni dettate dal codice di rito, con l’unico limite del rispetto dell’inderogabile principio del contraddittorio, posto dall’art. 101 cod. proc. civ. (nella specie, è stata esclusa la violazione del principio del contraddittorio per aver il consulente tecnico nominato dal tribunale arbitrale richiesto documenti contabili non prodotti dalle parti, interloquendo con i consulenti di parte che nulla avevano sul punto eccepito).
  • Cass., Sez. I Civ., 15 febbraio 2021, n. 3840 (qui il testo)
    In tema di arbitrato rituale, affinchĂ© l’eccezione di incompetenza degli arbitri (per inesistenza, invaliditĂ  o inefficacia della convenzione d’arbitrato) possa ritenersi tempestivamente sollevata nella prima difesa utile successiva all’accettazione dell’incarico da parte degli arbitri, come richiesto dall’art. 817, co. 2, cod. proc. civ., non è sufficiente invocare una qualunque ragione invaliditĂ  della convenzione arbitrale, ossia svolta indipendentemente dal profilo giuridico in base al quale la contestazione viene formulata, atteso che è proprio l’illustrazione delle ragioni poste a fondamento della dedotta invaliditĂ  a qualificare la questione fatta valere e a distinguerla da altre possibili che possono risultare non fondate o inammissibili.
  • Cass., Sez. I Civ., 19 febbraio 2021, n. 4481 (qui il testo)
    Il principio di predeterminazione delle cause di recesso in materia societaria non può essere qualificato come di ordine pubblico, rilevante in sede di impugnazione di lodo arbitrale domestico, in quanto ampiamente permeato dall’esercizio dell’autonomia privata e non potendosi ravvisare preminenti interessi pubblicistici nella disciplina normativa del recesso, volta a regolare questa peculiare fase del rapporto tra societĂ  e socio secondo regole di dettaglio adeguate alle tipologie di societĂ  e non integranti principi generali inderogabili.
  • Cass., Sez. I Civ., 26 febbraio 2021, n. 5348 (qui il testo)
    L’art. 31-bis l. 11 febbraio 1994, n. 109 (introdotto dall’art. 9 d.l. 3 aprile 1995, n. 101, convertito, con modificazioni, in l. 2 giugno 1995, n. 216), che prevede, ai fini della tutela giurisdizionale, l’equiparazione delle concessioni in materia di lavori pubblici agli appalti, è applicabile anche alle controversie relative ai lavori concessi anteriormente alla data della sua entrata in vigore e, stante la sua portata retroattiva, rende valida ed efficace la clausola compromissoria, anteriormente stipulata, di deferimento ad arbitri delle controversie in materia di concessioni di lavori pubblici ora rientranti, ove investano posizioni di diritto soggettivo, nella giurisdizione del giudice ordinario.
  • Cass., Sez. II Civ., 26 febbraio 2021, n. 5438 (qui il testo)
    Una volta ritenuto concluso il contratto di appalto, con l’esecuzione della prestazione da parte dell’oblato, l’accettazione per facta concludentia riguarda il contratto nei termini e con le modalitĂ  previste dal proponente, escluse la clausola arbitrale (da pattuirsi per iscritto) e le c.d. clausole vessatorie [obiter quanto alla clausola compromissoria].
  • Cass., Sez. VI Civ., 4 marzo 2021, n. 6068 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta nello statuto di societĂ  confiscata non è opponibile nĂ© all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalitĂ  organizzata, nĂ© alla stessa societĂ , atteso che il provvedimento di confisca non comporta, neppure in via indiretta o mediata, il necessario consenso alla devoluzione in arbitri delle controversie, producendo invece una alterazione della causa del rapporto sociale connotata da un fine pubblicistico di carattere eccezionale e transitorio.
  • Cass., Sez. II Civ., 5 marzo 2021, n. 6195 (qui il testo)
    La sentenza del giudice di merito che, senza pronunziarsi sul merito, devolva la cognizione della controversia alla competenza arbitrale, è impugnabile unicamente con regolamento di competenza ai sensi degli artt. 819-ter e 42 cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. II Civ., 11 marzo 2021, n. 6890 (qui il testo)
    Il disconoscimento preventivo della firma apposta su scrittura privata, nel caso di specie contenente clausola compromissoria, non ancora depositata in giudizio, è valido ex artt. 214 e 215 cod. proc. civ. allorquando v’è certezza del riferimento a scrittura determinata e conosciuta dalle parti e la stessa rappresenta un elemento probatorio rilevante nell’economia della controversia.
  • Cass., Sez. I Civ., 15 marzo 2021, n. 7147 (qui il testo)
    Il giudizio di impugnazione arbitrale si compone di due fasi, la prima rescindente, finalizzata all’accertamento, di eventuali nullitĂ  del lodo e che si conclude con l’annullamento del medesimo, e la seconda rescissoria, che fa seguito all’annullamento e nel corso della quale il giudice ordinario procede alla ricostruzione del fatto sulla base delle prove dedotte; nella prima fase non è consentito alla Corte d’Appello procedere ad accertamenti di fatto, dovendo limitarsi all’accertamento delle eventuali nullitĂ  in cui siano incorsi gli arbitri, pronunciabili soltanto per determinati errori in procedendo, nonchĂ© per inosservanza delle regole di diritto nei limiti previsti dal medesimo art. 829 cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. I Civ., 15 marzo 2021, n. 7148 (qui il testo)
    La clausola compromissoria è un patto autonomo rispetto al contratto a cui si riferisce e la sua validità deve essere valutata indipendentemente da esso: pertanto la nullità del contratto non comporta la nullità della clausola compromissoria se il vizio di nullità non è ad esso comune.
    Le disposizioni di cui all’art. 37-quinquies l. 11 febbraio 1994, n. 109 (in materia di societĂ  di progetto) e quelle di cui al d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 (in materia di lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) non sono disposizioni di ordine pubblico rilevanti ai fini dell’impugnazione del lodo ex art. 829 cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. I Civ., 22 marzo 2021, n. 7980 (qui il testo)
    Per principio generale, nell’interpretare la clausola compromissoria non ci si può fermare alla constatazione letterale in merito alla possibilitĂ  degli arbitri di decidere come amichevoli compositori, non essendo tale specificazione del criterio di definizione della controversia incompatibile con l’arbitrato rituale, nel quale ben possono gli arbitri essere investiti dell’esercizio di poteri equitativi; nĂ© depone nel senso dell’irritualitĂ  dell’arbitrato la preventiva attribuzione alla pronuncia arbitrale del carattere della inappellabilitĂ , che è carattere ben ipotizzabile anche con riferimento al lodo da arbitrato rituale. Molto piĂą rilevante è invece la valorizzazione di terminologie sintomatiche della volontĂ  di devolvere agli arbitri la funzione propria del giudicare: e dunque di espressioni congruenti con la conferente attivitĂ  che in quel verbo si esprime e con il risultato di un giudizio in ordine a una controversia, compatibili con la previsione di un arbitrato rituale.
  • Cass., Sez. I Civ., 23 marzo 2021, n. 8085 (qui il testo)
    Il cessionario di un credito nascente da contratto nel quale sia inserita una clausola compromissoria non subentra nella titolaritĂ  del distinto e autonomo negozio compromissorio e non può pertanto invocare detta clausola nei confronti del debitore ceduto, anche se quest’ultimo può avvalersi della clausola compromissoria nei confronti del cessionario, atteso che il debitore ceduto si vedrebbe altrimenti privato del diritto di far decidere ad arbitri le controversie sul credito in forza di un accordo tra cedente e cessionario al quale egli è rimasto estraneo [obiter].
  • Cass., Sez. I Civ., 23 marzo 2021, n. 8087 (qui il testo)
    L’omissione da parte del tribunale arbitrale dell’indicazione dei criteri seguiti nella determinazione del danno in via equitativa ai sensi dell’art. 1226 cod. civ. rappresenta sia un error in iudicando (denunciabile ex art. 829, co. 3, cod. proc. civ. rispetto a una convenzione di arbitrato risalente ad epoca antecedente all’entrata in vigore della nuova disciplina introdotta nel 2006) sia un vizio di motivazione a mente dell’art. 829, co. 1, n. 5 cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. I Civ., 23 marzo 2021, n. 8089 (qui il testo)
    In caso di lodo pronunciato in procedimento nel quale la domanda di arbitrato è stata proposta anteriormente all’entrata in vigore della riforma del 2006, ove la Corte d’appello accolga l’impugnazione del lodo e dichiari la sua nullitĂ , procede a decidere anche sul merito, salvo volontĂ  contraria di tutte le parti.
  • Cass., Sez. I Civ., 23 marzo 2021, n. 8090 (qui il testo)
    La denuncia di nullitĂ  del lodo arbitrale, nei casi ove è consentita ai sensi dell’art. 829, co. 2, cod. proc. civ. per inosservanza delle regole di diritto in iudicando, è ammissibile solo se circoscritta entro i medesimi confini della violazione di legge opponibile con il ricorso per cassazione ex art. 360, co. 1, n. 3 cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. I Civ., 23 marzo 2021, n. 8092 (qui il testo)
    Gli arbitri rituali, autorizzati a pronunciare secondo equitĂ  ai sensi dell’art. 822 cod. proc. civ., ben possono decidere secondo diritto allorchĂ© essi ritengano che diritto ed equitĂ  coincidano, senza che sia per essi necessario affermare e spiegare tale coincidenza, che può desumersi anche implicitamente dal complesso delle argomentazioni svolte a sostegno della decisione, potendosi configurare l’esistenza di un vizio riconducibile alla violazione dei limiti del compromesso solo quando gli arbitri neghino a priori la possibilitĂ  di avvalersi dei poteri equitativi loro conferiti [obiter].
  • Cass., Sez. I Civ., 23 marzo 2021, n. 8093 (qui il testo)
    La denuncia di nullitĂ  del lodo arbitrale, nei casi ove è consentita ai sensi dell’art. 829, co. 2, cod. proc. civ. per inosservanza delle regole di diritto in iudicando, è ammissibile solo se circoscritta entro i medesimi confini della violazione di legge opponibile con il ricorso per cassazione ex art. 360, co. 1, n. 3 cod. proc. civ.
  • Cass., Sez. I Civ., 23 marzo 2021, n. 8094 (qui il testo)
    Con riguardo alle concessioni di servizio anteriori alla l. 21 luglio 2000, n. 205, la possibilitĂ  di ricorrere all’arbitrato è preclusa, con conseguente nullitĂ  della clausola compromissoria, dalla sussistenza della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi art. 5 della l. 6 dicembre 1971, n. 1034, senza rilevanza della sopravvenuta facoltĂ  riconosciuta dall’art. 6, co. 2, l. 205/2000, la quale ha sì introdotto anche per le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la facoltĂ  di avvalersi di un arbitrato rituale di diritto per la soluzione delle controversie concernenti diritti soggettivi, ma con norma alla quale non è attribuibile, in mancanza di un’espressa previsione di efficacia retroattiva, un effetto sanante della originaria invaliditĂ  del compromesso o della clausola compromissoria stipulati durante la vigenza della legge del 1971.
  • Cass., Sez. I Civ., 26 marzo 2021, n. 8630 (qui il testo)
    L’accertamento dell’accordo delle parti si traduce in un’indagine di fatto affidata agli arbitri, censurabile in sede di controllo di legittimitĂ  – quale è quello affidato al giudice dall’art. 829 cod. proc. civ. – nel caso in cui la motivazione sia così inadeguata da non consentire la ricostruzione dell’iter logico seguito dagli arbitri o per violazione delle norme degli artt. 1362 ss. cod. civ.
  • Cass., SS.UU., 30 marzo 2021, n. 8776 (qui il testo)
    La lettera dell’art. 828, co. 2, cod. proc. civ. non dĂ  in sĂ© adito a dubbi o perplessitĂ  interpretative, fissando sin dal momento dell’ultima sottoscrizione degli arbitri il dies a quo per impugnare nel c.d. termine lungo. Ma anche gli altri criteri, richiamati dall’art. 12 delle preleggi, non conducono a una diversa conclusione.
  • Cass., Sez. I Civ., 23 aprile 2021, n. 10850 (qui il testo)
    In tema di impugnazione del lodo per violazione delle regole di diritto sul merito della controversia, l’art. 829, co. 3, cod. proc. civ., come riformulato dall’art. 24 d.lgs. 40/2006, si applica, ai sensi della disposizione transitoria di cui all’art. 27 dello stesso decreto, a tutti i giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore della novella (2 marzo 2006); tuttavia, per stabilire se sia ammissibile tale impugnazione, la legge, cui l’art. 829, co. 3, cod. proc. civ. rinvia, deve essere identificata in quella vigente al momento della stipulazione della convenzione di arbitrato, sicchĂ©, in caso di procedimento arbitrale attivato dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina, ma in forza di convenzione stipulata anteriormente, nel silenzio delle parti è applicabile l’art. 829, co. 2, cod. proc. civ. nel testo previgente, che ammette l’impugnazione del lodo per violazione delle norme inerenti al merito, salvo che le parti stesse avessero autorizzato gli arbitri a giudicare secondo equitĂ  o avessero dichiarato il lodo non impugnabile.
  • Cass., Sez. I Civ., 26 aprile 2021, n. 10981 (qui il testo)
    Anche nel giudizio arbitrale l’omessa osservanza del contraddittorio non è un vizio formale ma di attivitĂ ; sicchĂ© la nullitĂ  che ne scaturisce ex art. 829, co. 1, n. 9, cod. proc. civ. implica una concreta compressione del diritto di difesa della parte processuale, soggiacendo, inoltre, alla regola della sanatoria per raggiungimento dello scopo. Pertanto, la questione della lesione del contraddittorio deve essere esaminata non sotto l’aspetto della violazione, sul piano formale, di una prescrizione preordinata alla realizzazione di tale principio, ma nell’ambito di una ricerca volta all’accertamento di una effettiva negazione della possibilitĂ  di dedurre e di contraddire, onde verificare se l’atto abbia egualmente raggiunto lo scopo di instaurare un regolare contraddittorio e se, comunque, l’inosservanza non abbia causato pregiudizio alla parte.
  • Cass., Sez. I Civ., 28 aprile 2021, n. 11225 (qui il testo)
    La denuncia di nullitĂ  del lodo arbitrale postula, in quanto ancorata agli elementi accertati dagli arbitri, l’esplicita allegazione dell’erroneitĂ  del canone di diritto applicato rispetto a detti elementi, e non è, pertanto, proponibile in collegamento con la mera deduzione di lacune d’indagine e di motivazione, che potrebbero evidenziare l’inosservanza di legge solo all’esito del riscontro dell’omesso o inadeguato esame di circostanze di carattere decisivo.
  • Cass., Sez. I Civ., 28 aprile 2021, n. 11226 (qui il testo)
    In materia di arbitrato societario, la societĂ  non è litisconsorte necessario in relazione a una domanda concernente l’intestazione fiduciaria di partecipazioni sociali, quale contratto concluso tra fiduciante e fiduciario, in cui le partecipazioni al capitale sella societĂ  costituiscono soltanto l’oggetto del negozio.
  • Cass., Sez. VI Civ., 6 maggio 2021, n. 11847 (qui il testo)
    Non è nulla la clausola compromissoria che attribuisca il potere suppletivo di nominare il terzo arbitro al presidente di un ufficio giudiziario non esistente, dovendo essere interpretata, in via conservativa, attribuendo il potere di scelta al presidente del locale Tribunale.

Corti di Appello

  • Corte di Appello di Roma, 7 gennaio 2021, n. 60 (qui il testo)
    In considerazione della natura giurisdizionale dell’arbitrato e della sua funzione sostitutiva della giurisdizione ordinaria, l’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza, che deve essere eccepita dalla parte interessata, a pena di decadenza e conseguente radicamento presso il giudice adito del potere di decidere in ordine alla domanda proposta, nella comparsa di risposta e nel termine fissato dall’art. 166 cod. proc. civ. NĂ© la competenza arbitrale può essere assimilata alla competenza funzionale, così da giustificare il rilievo officioso ex art. 38, co. 3, cod. proc. civ., atteso che essa si fonda unicamente sulla volontĂ  delle parti, le quali sono libere di scegliere se affidare la controversia agli arbitri e, quindi, anche di adottare condotte processuali tacitamente convergenti verso l’esclusione della competenza di questi ultimi, con l’introduzione di un giudizio ordinario, da un lato, e la mancata proposizione dell’eccezione di arbitrato, dall’altro.
  • Corte di Appello dell’Aquila, 11 gennaio 2021, n. 25 (qui il testo)
    La clausola compromissoria relativa alla sole controversie sull’interpretazione di un contratto (che sono quelle che implicano l’accertamento della volontĂ  delle parti in relazione al contenuto del negozio) non ricomprende evidentemente nel suo ambito di applicazione tutte le controversie comunque aventi causa petendi nel contratto medesimo, ovvero, nella specie le domande di adempimento delle prestazioni contrattuali, in quanto attinenti, piuttosto, alla fase esecutiva del contratto, ovvero all’accertamento dell’inottemperanza delle parti rispetto alle obbligazioni assunte. Infatti, poichĂ© il deferimento di una controversia al giudizio degli arbitri comporta una deroga alla giurisdizione ordinaria, in caso di dubbio in ordine alla interpretazione della portata della clausola compromissoria, deve preferirsi un’interpretazione restrittiva di essa e affermativa della giurisdizione statuale [per incuriam rispetto all’art. 808-quater cod. proc. civ., come introdotto dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40].
  • Corte di Appello di Perugia, 11 gennaio 2021, n. 20 (qui il testo)
    La violazione del contraddittorio, che rileva come motivo di nullità del lodo ex art. 829, co. 1, n. 9, cod. proc. civ., va valutata in concreto e deve essere esclusa ove il contraddittorio sia stato comunque garantito, sia pure con modalità diverse dal formale deposito di documenti entro un certo termine, nel rispetto sostanziale del principio della parità delle armi, di cui all’art. 816-bis cod. proc. civ., che fa da contraltare a quello del contraddittorio.
  • Corte di Appello di Milano, 19 gennaio 2021, n. 144 (qui il testo)
    La clausola compromissoria riferita genericamente alle controversie nascenti dal contratto cui essa inerisce va interpretata, in mancanza di espressa volontĂ  contraria, nel senso che rientrano nella competenza arbitrale tutte e solo le controversie aventi causa petendi nel contratto medesimo, con esclusione di quelle che hanno, in esso, unicamente un presupposto storico, come nel caso in cui, pur in presenza della clausola compromissoria contenuta in un contratto di appalto, gli attori abbiano proposto azione di responsabilitĂ  extracontrattuale, ex art. 1669 cod. civ., deducendo gravi difetti dell’immobile da loro acquistato.
  • Corte di Appello di Roma, 19 gennaio 2021, n. 394 (qui il testo)
    Il vizio di motivazione denunziabile come motivo di nullitĂ  del lodo non ha lo stesso contenuto dell’analogo vizio della sentenza del giudice ordinario, ma è ravvisabile nelle sole ipotesi in cui la motivazione del lodo sia del tutto inesistente, ovvero sia a tal punto carente da non consentire di individuare la ratio della decisione adottata, oppure, per l’iter argomentativo seguito, si risolva in una non motivazione.
  • Corte di Appello di Roma, 21 gennaio 2021, n. 450 (qui il testo)
    L’art. 829, co. 3, cod. proc. civ. consente di denunciare il merito della decisione degli arbitri solo laddove ciò sia stato espressamente previsto dalle parti; l’impugnazione che, in mancanza di tale disposizione nella clausola compromissoria, nondimeno riguardi il suddetto merito, va dichiarata inammissibile.
  • Corte di Appello di Ancona, 25 gennaio 2021, n. 61 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo, in quanto l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata. Nel successivo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, eventualmente promosso dal debitore ingiunto, si instaura, tuttavia, un ordinario procedimento di cognizione, che implica necessariamente il deferimento della controversia alla cognizione arbitrale.
  • Corte di Appello di Palermo, 28 gennaio 2021, n. 112 (qui il testo)
    Ai sensi dell’art. 816-quinquies, co. 1, cod. proc. civ., la chiamata in arbitrato di un terzo è ammessa solo con l’accordo del terzo e delle parti e con il consenso degli arbitri.
  • Corte di Appello di Milano, 29 gennaio 2021, n. 286 (qui il testo)
    In ipotesi di arbitrato multiparti in cui manchi l’accordo sulla nomina degli arbitri, il procedimento iniziato da una parte si scinde in tanti procedimenti quante sono le parti, salvo che sussista un’ipotesi di litisconsorzio necessario, in presenza del quale l’arbitrato è improcedibile. E vi è litisconsorzio necessario solo quando la situazione sostanziale plurisoggettiva dedotta in giudizio debba essere necessariamente decisa in maniera unitaria nei confronti di tutti i soggetti che ne siano partecipi, come nel caso di azione che tenda alla costituzione o al mutamento di un rapporto plurisoggettivo unico; non ricorre invece un’ipotesi di litisconsorzio necessario quando la causa ha ad oggetto un’obbligazione solidale, poichĂ© il creditore ha titolo di esigere da ciascun debitore l’intero.
  • Corte di Appello di Milano, 4 febbraio 2021, n. 385 (qui il testo)
    L’art. 830, co. 2, secondo periodo cod. proc. civ. prevede che, nel caso in cui il lodo sia annullato, tra l’altro, per violazione delle regole di diritto se una delle parti, alla data della sottoscrizione della convenzione di arbitrato, risiede o ha la propria sede effettiva all’estero, la Corte d’appello decide la controversia nel merito solo se le parti hanno così stabilito nella convenzione di arbitrato o ne fanno concorde richiesta.
  • Corte di Appello di Roma, 10 febbraio 2021, n. 1054 (qui il testo)
    Rappresenta questione pregiudiziale di merito, rimessa alla competenza arbitrale ex art. 819 cod. proc. civ., quella relativa all’asserito rinnovo di un contratto, contenente una clausola compromissoria, con le condizioni originariamente pattuite ovvero alla formazione di un nuovo contratto di natura verbale.
    In tema di impugnazione del lodo arbitrale, il difetto di motivazione è ravvisabile soltanto nell’ipotesi in cui la motivazione del lodo manchi del tutto ovvero sia a tal punto carente da non consentire l’individuazione della ratio della decisione adottata o, in altre parole, da denotare un iter argomentativo assolutamente inaccettabile sul piano dialettico, sì da risolversi in una non-motivazione.
  • Corte di Appello di Palermo, 12 febbraio 2021, n. 167 (qui il testo)
    La denuncia di nullità del lodo arbitrale postula, in quanto ancorata agli elementi accertati dagli arbitri, l’esplicita allegazione dell’erroneità del canone di diritto applicato rispetto a detti elementi, e non è pertanto, proponibile in collegamento con la mera deduzione di lacune d’indagine e di motivazione, che potrebbero evidenziare l’inosservanza di legge solo all’esito del riscontro dell’omesso o inadeguato esame di circostanze di carattere decisivo.
  • Corte di Appello di Roma, 26 febbraio 2021, n. 1525 (qui il testo)
    La corretta costituzione del tribunale arbitrale non preclude la possibilitĂ  di eccepirne il difetto di competenza per invaliditĂ  della convenzione di arbitrato nel termine previsto dall’art. 817 cod. proc. civ., ossia nella prima difesa successiva all’accettazione della nomina degli arbitri.
    La cessione del contratto, realizzando una successione a titolo particolare nel rapporto giuridico contrattuale, mediante la sostituzione di un nuovo soggetto (cessionario) nella posizione giuridica attiva e passiva di uno degli originari contraenti (cedente), comporta anche il trasferimento del vincolo nascente dalla clausola compromissoria con la quale le parti originarie si siano impegnate a deferire ad arbitri rituali ogni e qualsiasi controversia insorta tra le parti circa l’attuazione, l’interpretazione e la risoluzione del contratto.
  • Corte di Appello di Milano, 3 marzo 2021, n. 704 (qui il testo)
    Ai sensi dell’art. 819-ter cod. proc. civ., “La sentenza, con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione a una convenzione d’arbitrato, è impugnabile a norma degli articoli 42 e 43”. Nel caso di decreto ingiuntivo revocato in ragione della competenza arbitrale, risulta applicabile il richiamato art. 42 cod. proc. civ., e dunque il provvedimento di primo grado è unicamente impugnabile con regolamento di competenza, atteso che la dichiarazione di nullitĂ  del decreto ingiuntivo non può ritenersi una pronuncia sul merito, essendo la mera e necessaria conseguenza della declaratoria di incompetenza del giudice adito.
  • Corte di Appello di Bari, 24 marzo 2021, n. 586 (qui il testo)
    La sentenza con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione a una convenzione d’arbitrato è impugnabile esclusivamente con il regolamento di competenza, ai sensi degli artt. 819-ter e 42 cod. proc. civ., se la sentenza ha pronunciato solo sulla competenza; ossia, quando il giudice ha affermato, pur in presenza di una convenzione d’arbitrato, di poter conoscere della causa, o ha negato, proprio a causa della presenza di una convenzione d’arbitrato, di poter conoscere della causa, senza però decidere il merito della causa. Invece, se il giudice, con la sentenza con cui ha affermato o negato la propria competenza in relazione a una convenzione d’arbitrato, ha pure deciso il merito della causa, ai sensi dell’art. 43 cod. proc. civ. la sentenza può essere impugnata facoltativamente o con il regolamento di competenza o nei modi ordinari (quindi, nel caso di sentenze di primo grado, con l’appello).
  • Corte di Appello di Lecce, 23 marzo 2021, n. 346 (qui il testo)
    Le controversie nascenti dall’esecuzione dei contratti di appalto di opere pubbliche possono essere deferite in arbitri, avendo ad oggetto posizioni di diritto soggettivo inerenti a rapporti contrattuali di natura privatistica, nelle quali non hanno incidenza i poteri discrezionali ed autoritativi della P.A.
  • Corte di Appello dell’Aquila, 25 marzo 2021, n. 484 (qui il testo)
    Il lodo arbitrale irrituale per la sua natura, quoad effectum, negoziale, essendo volto a integrare una manifestazione di volontĂ  negoziale con funzione sostitutiva di quella delle parti in conflitto, e per esse vincolante, è impugnabile soltanto per i vizi che possono vulnerare ogni manifestazione di volontĂ  negoziale. Pertanto, l’errore del giudizio arbitrale, per essere rilevante, deve essere essenziale e riconoscibile e cioè, secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, devono essere gli arbitri incorsi in una falsa rappresentazione o alterata percezione degli elementi di fatto determinata dall’aver ritenuto esistenti fatti che certamente non lo sono e viceversa, ovvero contestati fatti che tali non sono, analogamente all’ errore revocatorio contemplato, per i provvedimenti giurisdizionali, dall’art. 395 n. 4 cod. proc. civ. Non rileva invece l’errore degli arbitri che attiene alla determinazione da essi adottata in base al convincimento raggiunto dopo aver interpretato ed esaminato gli elementi acquisiti, ivi compresi i criteri di valutazione indicati dalle parti, perchĂ© costoro, nel dare contenuto alla volontĂ  delle parti, esplicano un’attivitĂ  interpretativa e non percettiva, che si trasfonde nel giudizio loro demandato e che, per volontĂ  delle medesime, è inoppugnabile, pur essendo un negozio stipulato tramite i rispettivi arbitri-mandatari.
  • Corte di Appello di Milano, 1 aprile 2021, n. 1066 (qui il testo)
    Per stabilire se sia ammissibile l’impugnazione per violazione delle regole di diritto sul merito della controversia, la legge – cui l’art. 829, co. 3, cod. proc. civ. rinvia – va identificata in quella vigente al momento della stipulazione della convenzione di arbitrato, sicchĂ©, in caso di convenzione stipulata anteriormente all’entrata in vigore della nuova disciplina, nel silenzio delle parti, deve intendersi ammissibile l’impugnazione del lodo, così disponendo l’art. 829, co. 2, cod. proc. civ., nel testo previgente, salvo che le parti avessero autorizzato gli arbitri a giudicare secondo equitĂ  o avessero dichiarato il lodo non impugnabile.
  • Corte di Appello di Roma, 1 aprile 2021, n. 2398 (qui il testo)
    Nel giudizio arbitrale, qualora le parti non abbiano determinato nel compromesso o nella clausola compromissoria le regole processuali da adottare, gli arbitri sono liberi di regolare l’articolazione del procedimento nel modo che ritengano piĂą opportuno, e quindi anche di discostarsi dalle prescrizioni dettate dal codice di rito, con l’unico limite del rispetto del principio inderogabile del contraddittorio, posto dall’art. 101 cod. proc. civ., il quale, adattato al procedimento dinanzi agli arbitri, deve essere opportunamente riferito al momento della chiusura della trattazione, in modo da consentire alle parti non solo un’adeguata attivitĂ  difensiva per tutto il corso del procedimento, pur dopo la chiusura dell’istruttoria, ma anche la possibilitĂ  di esercitare su un piano di eguaglianza le facoltĂ  processuali loro attribuite, e quindi da assicurare – senza che ne risulti leso l’altro principio della libertĂ  delle forme, posto dall’art. 816, co. 2 co. 3, cod. proc. civ. – l’osservanza della regola audiatur et altera pars, secondo il precetto inderogabile di cui al quarto comma della medesima disposizione.
  • Corte di Appello di Milano, 12 aprile 2021, n. 1144 (qui il testo)
    L’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza, che deve essere eccepita dalla parte interessata, a pena di decadenza nella comparsa di risposta, con la conseguenza che, la mancata tempestiva proposizione ne preclude il rilievo officioso.
  • Corte di Appello di Milano, 12 aprile 2021, n. 1145 (qui il testo)
    L’impugnazione del lodo per nullitĂ , ai sensi dell’art. 829 cod. proc. civ., ha carattere di impugnazione limitata, in quanto ammessa solo per determinati vizi in procedendo e, per inosservanza di regole di diritto, esclusivamente nei limiti di cui alla norma citata.
  • Corte di Appello di Milano, 14 aprile 2021, n. 1162 (qui il testo)
    La clausola arbitrale (convenuta fra le parti in un contratto di appalto scritto e regolarmente firmato) non può ritenersi essere venuta meno per via di una missiva spedita da un contraente non alla sua controparte contrattuale, bensì al soggetto cui era stata affidata la direzione dei lavori e che nella detta clausola veniva nominato arbitro.
  • Corte di Appello di Roma, 14 aprile 2021, n. 2687 (qui il testo)
    Il lodo parziale è immediatamente impugnabile, ai sensi dell’art. 827, co. 3, cod. proc. civ., nel caso in cui, decidendo su una o piĂą domande, abbia definito il giudizio relativamente ad esse, attesa l’esecutivitĂ  che lo stesso può assumere in questa ipotesi, mentre l’immediata impugnabilitĂ  deve essere esclusa quando il lodo abbia deciso questioni pregiudiziali o preliminari di merito senza definire il giudizio.
  • Corte di Appello di Milano, 15 aprile 2021, n. 1181 (qui il testo)
    Ai fini dell’individuazione dei diritti indisponibili, la cui cognizione non può essere devoluta agli arbitri, non assume rilievo determinante la circostanza che la disciplina del rapporto sia dettata da norme inderogabili, esistendo una pluralitĂ  di materie disciplinate da norme imperative, nell’ambito delle quali è riconosciuta alle parti la facoltĂ  di disporre dei propri diritti, magari a determinate condizioni oppure nel rispetto delle modalitĂ  previste dalla legge.
    La categoria dei diritti indisponibili, nella quale rientrano i diritti della personalità, i diritti relativi agli status, nonché i diritti patrimoniali scaturenti da rapporti familiari (come il diritto agli alimenti), comprende esclusivamente i diritti soggettivi che non possono essere trasmessi dal titolare ad un altro soggetto e ai quali il titolare non può rinunciare.
  • Corte di Appello di Reggio Calabria, 15 aprile 2021, n. 231 (qui il testo)
    Nell’arbitrato rituale, ove le parti non abbiano vincolato gli arbitri all’osservanza delle norme del codice di rito, è consentito alle medesime di modificare ed ampliare le iniziali domande, senza che trovino applicazione le preclusioni di cui all’art. 183 cod. proc. civ., salvo il rispetto del principio del contraddittorio, con la conseguenza che è loro interdetta soltanto una vera e propria modifica dei fatti costitutivi del diritto fatto valere in giudizio, tale da introdurre nel processo un tema di indagine e di decisione nuovo e da disorientare la controparte, così vulnerandone il diritto di difesa.
  • Corte di Appello di Venezia, 20 aprile 2021, n. 1163 (qui il testo)
    La presunzione di vessatorietĂ  della clausola derogatoria della competenza del foro del consumatore, e dunque anche della clausola compromissoria, può essere superata solo dimostrando che la sua sottoscrizione ha costituito l’exitus di una consapevole trattativa al riguardo, e tale onere probatorio grava su chi ha interesse ad avvalersi della clausola derogatoria della competenza.
  • Corte di Appello di Roma, 26 aprile 2021, n. 3031 (qui il testo)
    I patti parasociali non rientrano nell’alveo del rapporto sociale e dunque non sono soggetti neanche per relationem al procedimento arbitrale di cui all’art. 34 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, salvo espresso richiamo negli stessi alla clausola arbitrale contenuta nello statuto societario.
    Sebbene gli arbitri non siano tenuti ad osservare le norme del codice di rito, salvo che le parti vi abbiano fatto esplicito richiamo, il giudizio arbitrale deve comunque essere condotto nel rispetto delle norme di ordine pubblico, che fissano i principi cardine del processo, di rango costituzionale, come il principio del contraddittorio, rafforzato dalla specifica previsione della lesione di tale principio come motivo di nullitĂ  del lodo.
  • Corte di Appello di Milano, 27 aprile 2021, n. 1311 (qui il testo)
    Possono qualificarsi come contratti per adesione, rispetto ai quali sussiste l’esigenza della specifica approvazione scritta delle clausole onerose – fra cui rientra la clausola compromissoria – soltanto quelle strutture negoziali destinate a regolare una serie indefinita di rapporti, tanto dal punto di vista sostanziale (se, cioè, predisposte da un contraente che esplichi attivitĂ  contrattuale all’indirizzo di una pluralitĂ  indifferenziata di soggetti), quanto dal punto di vista formale (ove, cioè, predeterminate nel contenuto a mezzo di moduli o formulari utilizzabili in serie), mentre esulano da tale categoria i contratti predisposti da uno dei due contraenti in previsione e con riferimento ad una singola, specifica vicenda negoziale, rispetto ai quali l’altro contraente può, del tutto legittimamente, richiedere ed apportare le necessarie modifiche dopo averne liberamente apprezzato il contenuto, nonchĂ©, a maggior ragione, quelli in cui il negozio sia stato concluso a seguito e per effetto di trattative tra le parti.
  • Corte di Appello di Venezia, 27 aprile 2021, n. 1257 (qui il testo)
    Deve essere esclusa la competenza arbitrale su controversie concernenti lavori c.d. extra in relazione a un contratto di appalto contenente una clausola compromissoria, in quanto i suddetti lavori extra contratto sono fuori dal perimetro contrattualmente definito e il contratto di appalto rappresenta un mero presupposto degli stessi.
  • Corte di Appello dell’Aquila, 28 aprile 2021, n. 646 (qui il testo)
    In tema di arbitrato la sanzione di nullitĂ  prevista dall’art. 829 cod. proc. civ. per il lodo contenente disposizioni contraddittorie non corrisponde a quella dell’art. 360, co. 1, n. 5, cod. proc. civ. (omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio), ma va intesa nel senso che detta contraddittorietĂ  deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo, ovvero tra la motivazione ed il dispositivo, mentre la contraddittorietĂ  interna tra le diverse parti della motivazione, non espressamente prevista tra i vizi che comportano la nullitĂ  del lodo, può assumere rilevanza, quale vizio del lodo, soltanto quando determini l’impossibilitĂ  assoluta di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
  • Corte di Appello di Roma, 30 aprile 2021, n. 3187 (qui il testo)
    In caso di lodo arbitrale che cristallizzi l’accordo transattivo raggiunto tra le parti, con un meccanismo sostanzialmente corrispondente a quello dell’award by consent conosciuto dalla prassi internazionale, deve ritenersi che le parti abbiano rinunciato alle loro eccezioni e pretese, diverse da quelle indicate nel lodo, e in particolare abbiano implicitamente rinunciato all’eccezione di incompetenza del collegio arbitrale.
  • Corte di Appello di Reggio Calabria, 3 maggio 2021, n. 266 (qui il testo)
    Qualora in un contratto d’appalto stipulato a seguito di gara d’appalto per licitazione privata indetta da un’amministrazione pubblica, le parti abbiano fatto espresso richiamo, quale parte integrante del contratto, alle norme del capitolato generale per le opere pubbliche, fra le quali sono comprese quelle relative alla competenza arbitrale per la definizione delle controversie, non vi è necessitĂ  di una separata clausola compromissoria, posto che la volontĂ  dei contraenti trova giĂ  la sua espressione nel richiamo pattizio, sicchĂ© la fonte della competenza arbitrale va individuata non nella legge, bensì in una convenzione compromissoria. Non è però sufficiente un richiamo meramente formale al capitolato che preveda eventualmente la clausola compromissoria.
  • Corte di Appello di Milano, 3 maggio 2021, n. 1393 (qui il testo)
    La clausola compromissoria richiede per la sua validitĂ  la forma scritta ad substantiam ex artt. 807 e 808 cod. proc. civ., che non può essere surrogata dall’esecuzione di un rapporto contrattuale preceduta dallo scambio di un testo negoziale.
  • Corte di Appello di Milano, 6 maggio 2021, n. 1452 (qui il testo)
    I principi in tema di onere della prova non costituiscono principi fondamentali dell’ordinamento e dunque la loro pretesa violazione da parte degli arbitri non importa che il lodo sia contrario all’ordine pubblico.
  • Corte di Appello di Torino, 6 maggio 2021, n. 520 (qui il testo)
    Il legislatore ha inteso unificare, nell’impugnazione per nullitĂ  del lodo ex art. 829 cod. proc. civ., i due gravami, distintamente previsti dal codice abrogato, dell’appello e dell’azione di nullitĂ , con il disporre, nel primo comma, di un rimedio di carattere formale e irrinunciabile per specifici errores in procedendo e nel terzo comma un rimedio simile all’appello con la possibilitĂ  d’impugnare il lodo per errores in iudicando, sebbene limitato alla violazione e falsa applicazione di norme di diritto nel significato voluto dall’art. 360, co. 1, n. 3, cod. proc. civ.

Tribunali

  • Tribunale di Castrovillari, 4 gennaio 2021, n. 4 (qui il testo)
    La clausola compromissoria per arbitrato societario, che pur include nel suo ambito di applicazione le controversie tra amministratori e societĂ  in dipendenza dello statuto, non sottrae alla competenza del Giudice statuale una controversia che ha ad oggetto un credito determinato dalla ritardata restituzione da parte dell’amministratore di un bene aziendale, poichĂ© tale controversia non implica alcuna applicazione o interpretazione di norme statutarie.
  • Tribunale di Brindisi, 5 gennaio 2021, n. 22 (qui il testo)
    Deve affermarsi la nullitĂ  della clausola compromissoria contenuta nello statuto di un consorzio ex art. 2602 cod. civ., la quale non preveda che la nomina degli arbitri debba essere effettuata da un soggetto estraneo al consorzio stesso, in applicazione dell’art. 34 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 [per incuriam rispetto a Cass., Sez. VI Civ., 28 settembre 2020, n. 20462].
  • Tribunale di Civitavecchia, 7 gennaio 2021, n. 2 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta nello statuto di un consorzio di urbanizzazione, che non attribuisca a un terzo il potere di nominare gli arbitri, non è nulla ai sensi dell’art. 34 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, in quanto tale disposizione concerne le sole societĂ  e non anche i consorzi di urbanizzazione, ai quali è applicabile la disciplina delle associazioni non riconosciute e della comunione.
  • Tribunale di Patti, 7 gennaio 2021, n. 8 (qui il testo)
    La previsione di una clausola compromissoria con cui le parti pattuiscono di devolvere in arbitrato le eventuali controversie non esclude il ricorso al procedimento monitorio per l’ottenimento di un decreto ingiuntivo, in quanto l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata, e nella fase sommaria del procedimento monitorio non vi è ancora una controversia caratterizzata dal contraddittorio tra le parti e quindi deferibile alla cognizione degli arbitri; per contro, nel successivo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, eventualmente promosso dal debitore ingiunto, si instaura un ordinario procedimento di cognizione, che implica, a fronte dell’eccezione di arbitrato eventualmente sollevata dalla parte attrice opponente, il deferimento della controversia alla cognizione arbitrale con conseguente declaratoria di nullitĂ  del decreto ingiuntivo.
  • Tribunale di Milano, 8 gennaio 2021, n. 98 (qui il testo)
    La clausola compromissoria statutaria, che espressamente si riferisca alle sole delibere assembleari, va interpretata in maniera estensiva così da comprendere anche le delibere del Consiglio di Amministrazione, e ciò in considerazione del fatto che una diversa e restrittiva interpretazione si porrebbe come irragionevole e lesiva dei diritti del socio perché porterebbe ad un diverso regime di impugnazione delle delibere sociali.
    L’arbitrato avente ad oggetto la validità di una delibera è rituale, ai sensi dell’art 36 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5.
  • Tribunale di Teramo, 8 gennaio 2021, n. 10 (qui il testo)
    Sono devolute alla cognizione arbitrale le controversie relative a un contratto (nella specie, di subappalto) contenente clausola compromissoria, collegato ad altro (nella specie, di costituzione di associazione temporanea di imprese), che tale clausola non contiene, ove la causa petendi riguardi anche il contratto contenente l’accordo arbitrale.
  • Tribunale di Spoleto, 11 gennaio 2021, n. 12 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti inaudita altera parte), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
    Ove il curatore agisca in luogo e facendo valere un diritto spettante al fallito, non può ritenersi che il contratto si sia sciolto, dal momento che il curatore ha inteso far valere diritti scaturenti dal contratto che ha già avuto esecuzione per la parte in contestazione, alla quale si collega il diritto al corrispettivo; ne discende che è da ritenersi opponibile al fallimento la clausola compromissoria contenuta nel suddetto contratto.
  • Tribunale di Catanzaro, 12 gennaio 2021, n. 53 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria, che attribuisca agli arbitri la cognizione delle sole controversie tra soci, rientrano nella competenza del Giudice statuale le controversie tra socio e societĂ  (nel caso di specie, si trattava di giudizio avente ad oggetto la liquidazione della quota del socio receduto).
  • Tribunale di Milano, 12 gennaio 2021, n. 159 (qui il testo)
    In presenza di un contratto quadro e di contratti conclusi in esecuzione del primo, questi ultimi soltanto contenenti una clausola compromissoria, compete al Giudice statuale la cognizione delle controversie relative al contratto quadro.
  • Tribunale di Roma, 13 gennaio 2021, n. 572 (qui il testo)
    In generale, per contestare il contenuto di un lodo arbitrale, è prevista una specifica normativa codicistica (art. 827 ss. cod. proc. civ.). Vi sono nondimeno margini per un’impugnativa del lodo arbitrale al di fuori dell’iter tipico di gravame alla Corte d’appello (o con rimedio straordinario): si tratta di quei casi in cui è contestata l’esistenza del lodo o, a monte, della clausola compromissoria e comunque della disponibilità delle materie conferite in arbitrato (rituale).
    In questi casi, in cui viene riconosciuto al soggetto interessato di ricorrere direttamente al Tribunale ordinario, la sentenza che dichiari l’inesistenza del lodo, avendo natura dichiarativa, può esplicare il suo effetto caducatorio solo con il passaggio in giudicato del relativo accertamento.
    La liquidazione delle spese e del compenso effettuata direttamente dagli arbitri ha valore di una mera proposta contrattuale, che diviene vincolante solo se accettata da tutti i contendenti. Da ciò deriva la mancanza di esecutività di tale capo della pronuncia arbitrale.
  • Tribunale di Potenza, 14 gennaio 2021, n. 1 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo, in quanto l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata. Nel successivo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, eventualmente promosso dal debitore ingiunto, si instaura, tuttavia, un ordinario procedimento di cognizione, che implica necessariamente il deferimento della controversia alla cognizione arbitrale. In caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza di clausola compromissoria per arbitrato irrituale, il giudice adito è, dunque, tenuto a dichiarare la nullità del decreto opposto e l’improponibilità della domanda.
  • Tribunale di Potenza, ord. 15 gennaio 2021 (qui il testo)
    Nonostante la devoluzione di limitati poteri cautelari agli arbitri in materia societaria, rimane intatta la possibilitĂ  di ricorrere al giudice ordinario per ottenere il provvedimento cautelare fino a quando il collegio arbitrale o l’ufficio dell’arbitro unico non si sia materialmente costituito e, dunque, non possa materialmente procedere ad esaminare tempestivamente l’istanza cautelare. Questo perchĂ© il principio di effettivitĂ  della tutela giurisdizionale implica necessariamente che gli organi statali assicurino – sempre ed in ogni caso – la disponibilitĂ  di una giustizia cautelare che, anche in caso di devoluzione della cognizione su una determinata controversia agli arbitri, renda immediatamente fruibili le esigenze di celeritĂ  ed effettivitĂ  della tutela sottese a una istanza cautelare.
  • Tribunale di Prato, 16 gennaio 2021, n. 59 (qui il testo)
    La clausola compromissoria, in mancanza di espressa volontà contraria, deve essere interpretata nel senso di ascrivere alla competenza arbitrale tutte le controversie che si riferiscono a pretese aventi la causa petendi nel contratto cui detta clausola è annessa.
    Non sono invece attratte alla competenza arbitrale le controversie relative a diverso contratto, pur collegato a quello contenente la clausola compromissoria e concluso contestualmente allo stesso.
  • Tribunale di Rieti, 18 gennaio 2021, n. 43 (qui il testo)
    L’eccezione con cui si deduca l’esistenza di una clausola compromissoria per arbitrato irrituale non pone una questione di competenza dell’autoritĂ  giudiziaria, ma contesta la proponibilitĂ  della domanda per aver i contraenti scelto la risoluzione negoziale della controversia, rinunciando alla tutela giurisdizionale. In coerenza con la tuttora diversa natura giuridica che connota l’arbitrato irrituale rispetto a quello rituale, data dall’intrinseca natura negoziale e non giudiziale del primo, non si applica ad esso l’art. 819-ter cod. proc. civ., di talchĂ© non deve e non può essere fissato alcun termine per la riassunzione del giudizio avanti l’arbitro irrituale.
  • Tribunale di Torino, 18 gennaio 2021, n. 247 (qui il testo)
    PoichĂ© il deferimento di una controversia al giudizio degli arbitri comporta una deroga alla giurisdizione ordinaria, in caso di dubbio in ordine alla interpretazione della portata della clausola compromissoria, deve preferirsi un’interpretazione restrittiva di essa e affermativa della giurisdizione statuale, riconoscendosi non rientrare la domanda in contestazione nell’ambito della materia rimessa agli arbitri [per incuriam rispetto all’art. 808-quater cod. proc. civ., come introdotto dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40].
  • Tribunale di Milano, 25 gennaio 2021, n. 493 (qui il testo)
    In caso di domanda c.d. trasversale, ossia di domanda di un convenuto contro altro convenuto, l’eccezione di compromesso è tempestivamente sollevata alla prima udienza di comparizione.
  • Tribunale di Sassari, 25 gennaio 2021, n. 68 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in un contratto (nella specie, si trattava di un contratto di appalto), ai sensi della quale sono devolute agli arbitri, tra le altre, pure le controversie relative all’esecuzione del contratto, fonda la competenza arbitrale pure con riferimento al successivo accordo di risoluzione del suddetto contratto.
  • Tribunale di Torino, 28 gennaio 2021, n. 412 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria che attribuisce agli arbitri la competenza a conoscere delle controversie relative alla validitĂ  delle delibere assembleari, rientra nella cognizione arbitrale una controversia avente ad oggetto l’annullamento per abuso di maggioranza di delibera assembleare.
    In caso di adesione di parte attrice all’eccezione di compromesso sollevata dalla convenuta, non trova applicazione l’art. 38, co. 2, cod. proc. civ., bensì l’art. 819-ter cod. proc. civ. Conseguentemente, il Giudice statuale adito declinerĂ  la propria competenza con sentenza e dovrĂ  altresì provvedere alla liquidazione delle spese.
  • Tribunale di Monza, 1 febbraio 2021, n. 174 (qui il testo)
    Deve ritenersi legittima la norma contenuta in un regolamento condominiale che preveda una clausola compromissoria con il correlativo obbligo di impugnare le delibere condominiali in sede arbitrale. Ciò poichĂ© l’art. 1137, co. 2, cod. civ., nel riconoscere ad ogni condomino dissenziente la facoltĂ  di ricorrere all’autoritĂ  giudiziaria avverso le deliberazioni dell’assemblea del condominio, non pone alcuna riserva di competenza assoluta ed esclusiva del Giudice statuale e, quindi, non esclude la compromettibilitĂ  in arbitri di tali controversie, le quali, d’altronde, non rientrano in alcuno dei divieti sanciti dagli artt. 806 e 808 cod. proc. civ.
  • Tribunale di Milano, 2 febbraio 2021, n. 737 (qui il testo)
    In caso di debito garantito da fideiussione, ove il titolo da cui sorge il debito garantito contenga una clausola compromissoria, non contenuta invece nel titolo da cui sorge la garanzia, la controversia tra creditore garantito e fideiussore non è attribuita alla competenza arbitrale, non potendo la clausola compromissoria essere fatta valere da soggetti estranei al contratto in cui è inserita, per il principio sancito dall’art. 1372 cod. civ., secondo il quale il contratto ha forza di legge tra le parti.
  • Tribunale di Roma, 3 febbraio 2021, n. 1937 (qui il testo)
    La procedura di riassegnazione dei nomi a dominio (devoluta, ai sensi del Regolamento per la risoluzione delle dispute nel country code Top Level Domain “it”, a determinati prestatori del servizio di risoluzione extragiudiziale delle dispute), non ha carattere decisorio e la pronuncia che viene resa al suo esito non costituisce un lodo, neppure irrituale ex art. 808-ter cod. proc. civ.
  • Tribunale di Firenze, 4 febbraio 2021, n. 266 (qui il testo)
    Non diviene inefficace un provvedimento cautelare ex art. 669-octies cod. proc. civ. ove, nel termine perentorio ivi previsto, sia stato promosso un giudizio avanti il Giudice statuale, per in presenza di clausola compromissoria, giacchĂ© deve essere esclusa la possibilitĂ  di dichiarare l’inefficacia di un provvedimento cautelare sulla base di una (peraltro eventuale e futura) pronuncia di rigetto di mero rito resa dal giudice adito per il merito.
  • Tribunale di Reggio Calabria, 8 febbraio 2021, n. 179 (qui il testo)
    Nel caso in cui le parti di un contratto di assicurazione affidino ad un terzo l’incarico di esprimere una valutazione tecnica sull’entitĂ  delle conseguenze di un evento, al quale è collegata l’erogazione dell’indennizzo, impegnandosi a considerare tale valutazione come reciprocamente vincolante ed escludendo dai poteri del terzo la soluzione delle questioni attinenti alla validitĂ  ed efficacia della garanzia assicurativa, il relativo patto esula sia dall’arbitraggio che dall’arbitrato (rituale od irrituale) ed integra piuttosto una perizia contrattuale. Nel caso in cui invece al terzo sia anche demandato il controllo dell’adempimento da parte dell’assicurato degli obblighi previsti nelle condizioni generali di polizza e nelle clausole del contratto, si deve ritenere che la perizia abbia natura di lodo arbitrale irrituale.
  • Tribunale di Milano, 9 febbraio 2021, n. 1028 (qui il testo)
    Il mancato rispetto del contraddittorio ricorre tutte le volte in cui l’arbitro non abbia consentito a tutte le parti la possibilità di essere ascoltate, per formare la sua libera determinazione.
    Il richiamo fatto dagli arbitri irrituali nel lodo a norme diverse da quelle la cui applicazione è stata oggetto di discussione tra le parti non integra violazione del principio del contraddittorio, non comportando l’introduzione di un fatto nuovo, bensì rientrando nel potere di qualificazione giuridica della fattispecie sottoposta dall’esame del tribunale arbitrale, in applicazione del principio iura novit Curia.
  • Tribunale di Bologna, 10 febbraio 2021, n. 302 (qui il testo)
    L’eccezione di arbitrato, formulata nella comparsa di costituzione, ma non riproposta in alcun successivo atto, e soprattutto non in sede di precisazione delle conclusioni, è da considerarsi rinunciata.
  • Tribunale di Patti, 12 febbraio 2021, n. 112 (qui il testo)
    L’eccezione di arbitrato costituisce eccezione in senso stretto, sì che essa deve essere ritualmente e tempestivamente proposta, in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, in sede di atto di citazione in opposizione.
  • Tribunale di Modena, 16 febbraio 2021, n. 231 (qui il testo)
    La controversia avente ad oggetto un contratto di trasferimento di quote di societĂ  a responsabilitĂ  limitata è ricompresa nell’ambito di applicazione della clausola compromissoria statutaria, ove questa deferisca agli arbitri anche le controversie tra soci e ove i cedenti, anche dopo il trasferimento, abbiano mantenuto la qualitĂ  di soci ovvero abbiano continuato ad agire come soci.
  • Tribunale di Milano, 17 febbraio 2021, n. 1419 (qui il testo)
    In caso di controversia soggetta all’applicazione dell’art. 6 d.lgs. 8 ottobre 2007, n. 179 (disposizione, successivamente abrogata, che prevedeva che la clausola compromissoria inserita nei contratti, stipulati con gli investitori, relativi ai servizi e attivitĂ  di investimento, compresi quelli accessori, nonchĂ© i contratti di gestione collettiva del risparmio, fosse vincolante solo per l’intermediario, a meno che questo non dimostrasse che era frutto di una trattativa diretta), deve ritenersi provato, ai sensi dell’art. 115, co. 1, cod. proc. civ. che la clausola arbitrale contenuta in un accordo quadro concernente la futura conclusione di contratto di swap, benchĂ© contenuta in modulo predisposto dall’istituto di credito, sia stata frutto di specifica trattativa individuale, in caso di mancata contestazione da parte dell’investitore di tale circostanza e ove sia pacifico tra le parti che l’accordo quadro sia stato stipulato esclusivamente in relazione al contratto di swap e che la stipulazione del contratto di swap sia stata oggetto di specifica trattativa individuale, al fine di rendere il prodotto acquistato strettamente correlato ad altro contratto (nella specie, di mutuo ipotecario) stipulato lo stesso giorno tra le medesime parti.
  • Tribunale di Firenze, 17 febbraio 2021, n. 373 (qui il testo)
    Non vi è, in linea di principio, incompatibilitĂ  tra fallimento e cognizione arbitrale; la vis actractiva del foro fallimentare non si estende anche alle azioni che giĂ  si trovino (come nella specie) nel patrimonio del fallito, all’atto del fallimento, e che quindi avrebbero potuto essere eseguite dall’imprenditore, a tutela del proprio interesse, ove non fosse fallito; in sintesi, la clausola arbitrale è opponibile al curatore del fallimento qualora egli agisca per il recupero di un credito nascente da un contratto al quale accede una clausola compromissoria.
    Il primo periodo dell’art. 819-ter, co. 1, cod. proc. civ., nel prevedere che la competenza degli arbitri non è esclusa dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice ordinario, implica, in riferimento all’ipotesi in cui sia stata proposta una pluralitĂ  di domande, che la sussistenza della competenza arbitrale sia verificata con specifico riguardo a ciascuna di esse, non potendosi devolvere agli arbitri (o al giudice ordinario) l’intera controversia in virtĂą del mero vincolo di connessione.
  • Tribunale di Brescia, 19 febbraio 2021, n. 453 (qui il testo)
    Gli effetti della clausola compromissoria inserita in uno statuto sociale non possono estendersi oltre le controversie che hanno a oggetto diritti disponibili, ambito nel quale non rientra l’azione tesa all’accertamento di nullità del bilancio, venendo qui in rilievo la tutela di interessi generali, che trascendono la posizione dei soci e vanno ricondotti alla sfera dei terzi i quali, a vario titolo, entrano in contatto con la società.
  • Tribunale di Castrovillari, 22 febbraio 2021, n. 37 (qui il testo)
    La clausola compromissoria, inserita in un contratto, che devolve a un tribunale arbitrale le future ed eventuali controversie che possano sorgere tra le parti in ordine all’interpretazione del contratto o alla sua esecuzione, non attribuisce alla cognizione degli arbitri le controversie concernenti il credito di una parte nei confronti dell’altra che rinviene nel contratto il suo titolo [per incuriam: v.si Cass., Sez. VI Civ., 22 ottobre 2018, n. 26553].
  • Tribunale di Milano, ord. 22 febbraio 2021 (qui il testo)
    Anche in presenza di clausole negoziali per arbitrato irrituale, ai sensi dell’art. 669-quinquies cod. proc. civ. sussiste la competenza cautelare del Giudice statuale.
  • Trib. Alessandria, 23 febbraio 2021, n. 159 (qui il testo)
    In caso di contratto preliminare di cessione di quote sociali, contenente pure una pattuizione in favore della societĂ , nel giudizio promosso per far valere la simulazione relativa del successivo contratto definitivo, il lodo reso nel giudizio arbitrale promosso dalla societĂ  non può essere ritenuto principio di prova scritta ai sensi e per gli effetti dell’art. 2724, n. 1, cod. civ., non potendo ritenersi atto proveniente da persona contro la quale è diritta la domanda o dal suo rappresentante.
  • Tribunale della Spezia, 24 febbraio 2021, n. 102 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta nello statuto sociale riguarda le controversie che dovessero insorgere tra la societĂ  ed i soci inerenti il rapporto sociale in generale ed in particolare la violazione delle clausole statutarie, dalle quali resta escluso il finanziamento soci, in particolare ove specificamente e separatamente disciplinato in patti parasociali che prevedano la competenza esclusiva del giudice statuale.
  • Tribunale di Perugia, 26 febbraio 2021, n. 343 (qui il testo)
    Deve essere dichiarata la nullitĂ  di clausola compromissoria, contenuta in contratto concluso tra professionista e consumatore e soggetto alla disciplina di cui al d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, ove il professionista non fornisca la prova che la clausola compromissoria sia stata oggetto di trattativa caratterizzata dai requisiti della serietĂ , della effettivitĂ  e della individualitĂ .
  • Trib. Torino, ord. 26 febbraio 2021 (qui il testo)
    Anche ove gli arbitri abbiano poteri cautelare ai sensi dell’art. 35 d.l.gs 17 gennaio 2003, n. 5, fino al momento in cui l’organo arbitrale non sia concretamente in grado di provvedere deve riconoscersi la competenza del giudice statuale, a nulla rilevando eventuali inerzie della parte interessata con riferimento all’attivazione del procedimento arbitrale o di quello di nomina del tribunale arbitrale.
    Il titolo di competenza a pronunciare provvedimenti cautelari in corso di causa non consiste nella competenza per il merito (art. 669-ter cod. proc. civ.), ma nell’attuale pendenza della lite avanti al giudice (art. 669-quater cod. proc. civ.).
  • Tribunale di Venezia, 26 febbraio 2021, n. 360 (qui il testo)
    AffinchĂ© possa darsi applicazione al principio ermeneutico di cui all’art. 808-quater cod. proc. civ. è necessario che sussista un dubbio interpretativo con riferimento all’ambito di applicazione di una clausola arbitrale. Tale dubbio non sussiste ove l’accordo delle parti (nel caso di specie, contenuto in uno statuto sociale) individui come metodo generale di risoluzione delle controversie tra loro l’arbitrato, riservando nondimeno alla competenza del giudice statuale talune specifiche controversie (nel caso di specie, in tema di contestazione dei presupposti legittimati il recesso del socio).
  • Tribunale di Spoleto, 27 febbraio 2021, n. 146 (qui il testo)
    La sussistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere il decreto ingiuntivo, atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti inaudita altera parte, ma impone al giudice ordinario eventualmente adito, in caso di successiva opposizione fondata sulla sussistenza di detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Brescia, 1 marzo 2021, n. 545 (qui il testo)
    La disposizione di cui all’art. 36 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 produce gli effetti di cui all’art. 1419, co. 2, cod. civ., determinando la sostituzione di diritto della parte della clausola compromissoria statutaria affetta da nullitĂ . Conseguentemente, ove una clausola compromissoria statutaria preveda un arbitrato irrituale e/o di equitĂ , il tribunale arbitrale investito dell’impugnazione di una delibera sociale è tenuto ad accertare preliminarmente la nullitĂ  parziale della clausola compromissoria e prendere atto del meccanismo di sostituzione automatica previsto dall’art. 36 d.lgs. 5/2003, prospettando alle parti, in sede di accettazione dell’incarico, la necessitĂ  di pronunciare un lodo rituale e secondo diritto, a dispetto del contenuto (parzialmente invalido) della clausola stessa. In mancanza, il lodo è nullo per violazione dell’art. 36 d.lgs. 5/2003, lex specialis integrativa delle disposizioni generali previste dal codice di procedura civile (art. 808-ter cod. proc. civ.) in materia di arbitrato irrituale.
  • Tribunale di Torino, 3 marzo 2021, n. 1126 (qui il testo)
    Seppure l’azione di responsabilitĂ  contro gli amministratori di societĂ  di capitali sia compromettibile ex art.34 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, la relativa clausola statutaria non è opponibile nell’azione di responsabilitĂ  promossa (non dalla societĂ , ma) dai terzi, quale è il curatore del fallimento della stessa societĂ , e nessun rilievo può essere attribuito alla circostanza che l’amministratore sia anche socio della societĂ  danneggiata.
  • Tribunale di Ravenna, 12 marzo 2021, n. 198 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria nel contratto dal quale abbia origine il rapporto creditorio dedotto in giudizio non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere decreto ingiuntivo, poichĂ© la disciplina del procedimento arbitrale non prevede la pronuncia di provvedimenti di carattere monitorio mentre, qualora venga proposta opposizione al decreto ingiuntivo, si instaura il normale procedimento di cognizione e, se il debitore eccepisce la competenza arbitrale, si verificano, a seguito della contestazione, i presupposti fissati nel compromesso e, conseguentemente, viene a cessare la competenza del Giudice precedentemente adito, il quale deve dichiarare la nullitĂ  del decreto ingiuntivo e rinviare le parti davanti agli arbitri.
  • Tribunale di Ancona, 18 marzo 2021, n. 376 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria, sono devolute agli arbitri anche le controversie relative all’impugnazione della delibera di esclusione di un socio e la competenza arbitrale non è esclusa dalla diversa clausola statutaria che prevede il termine entro il quale la delibera può essere fatta oggetto di opposizione davanti il Tribunale competente per territorio. Alla luce degli ordinari criteri di interpretazione dei contratti di cui agli artt. 1362-1371 cod. civ., infatti, tale ultima clausola deve essere intesa quale volta a disciplinare il procedimento d’impugnazione della delibera di esclusione, stabilendo il momento in cui la stessa produce effetto ed il termine entro il quale può essere impugnata, mentre il riferimento al Tribunale competente non può essere letto in termini tecnici come indicante l’ufficio del Tribunale in contrapposizione con la generale previsione di devoluzione delle controversie agli arbitri di cui alla clausola compromissoria statutaria. Tale conclusione è poi confermata dall’art. 808-quater cod. proc. civ., ai sensi del quale nel dubbio la convenzione di arbitrato si interpreta nel senso che la competenza arbitrale si estende a tutte le controversie che derivano dal contratto o dal rapporto cui la convenzione si riferisce.
  • Tribunale di Genova, 18 marzo 2021, n. 376 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria, sono devolute agli arbitri anche le controversie aventi ad oggetto la pretesa falsitĂ  di attestazioni contenute in un verbale di assemblea o in suoi allegati. Sono invero sottratte alla cognizione arbitrale solo le controversie aventi ad oggetto diritti non disponibili e l’area dell’indisponibilitĂ  deve ritenersi circoscritta a quegli interessi protetti da norme inderogabili, la cui violazione determina una reazione dell’ordinamento svincolata da qualsiasi iniziativa di parte.
  • Tribunale di Brescia, 19 marzo 2021, n. 787 (qui il testo)
    In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, in cui venga sollevata dalla parte attrice opponente eccezione di compromesso, con l’adesione della parte convenuta opposta, grava su quest’ultima l’onere di rifondere le spese della fase di opposizione sostenute dalla controparte, costretta a difendersi avanti al giudice ordinario, sia pure al solo scopo di eccepirne l’incompetenza, e ciò in considerazione della libera scelta processuale della convenuta opposta di instaurare un procedimento monitorio, sopportando il rischio di vedersi opporre la clausola compromissoria.
  • Tribunale di Rimini, 23 marzo 2021, n. 296 (qui il testo)
    PoichĂ© l’art. 83-bis l.fall. prevede espressamene, quale conseguenza dello scioglimento del contratto, l’improcedibilitĂ  del giudizio arbitrale originato da una clausola compromissoria in esso contenuta, a maggior ragione deve concludersi nel senso della non opponibilitĂ  al fallimento di una simile clausola nei casi in cui il giudizio arbitrale non sia pendente. Argomentare diversamente condurrebbe a riservare un trattamento giuridico irragionevolmente differente ad ipotesi assimilabili.
  • Tribunale di Novara, ord. 25 marzo 2021 (qui il testo)
    La controversia relativa alla revoca cautelare di amministratore di società semplice ex art. 2259, co. 3, cod. civ. non è deferibile agli arbitri.
  • Tribunale di Lecce, 26 marzo 2021, n. 871 (qui il testo)
    In caso di clausola compromissoria inserita in un contratto di appalto, devolutiva agli arbitri delle controversie inerenti l’interpretazione o l’applicazione del contratto, deve ritenersi che la potestas iudicandi degli arbitri riguardi sia azioni attinenti l’accertamento dell’inadempimento contrattuale, sia il conseguente risarcimento del danno, sia infine la responsabilitĂ  aquiliana ex art. 1669 cod. civ. Ciò in applicazione dell’art. 808-quater cod. proc. civ., che è norma finalizzata all’estensione della competenza arbitrale, come dimostrato da tutta la riforma del 2006.
  • Tribunale di Milano, 29 marzo 2021, n. 2610 (qui il testo)
    Nel caso di bozza contrattuale scambiata dalle parti, ma da queste non sottoscritta, contenente una clausola compromissoria, non sussiste la necessaria forma scritta ad substantiam richiesta dal combinato disposto degli artt. 807 e 808 cod. proc. civ. per il patto con cui le parti derogano alla giurisdizione statuale in favore di quella arbitrale.
  • Tribunale di Milano, 30 marzo 2021, n. 2653 (qui il testo)
    Deve ritenersi inerente ai rapporti sociali, e dunque attratta alla competenza arbitrale stabilita in forza di clausola compromissoria statutaria, anche la controversia relativa a un patto parasociale, in presenza di un oggettivo collegamento funzionale con il contratto sociale.
  • Tribunale di Sciacca, 31 marzo 2021, n. 114 (qui il testo)
    Secondo l’art. 819-ter cod. proc. civ., la competenza degli arbitri non è esclusa dalla pendenza della stessa causa davanti al giudice, nĂ© dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice.
  • Tribunale di Reggio Calabria, 1 aprile 2021, n. 455 (qui il testo)
    Si applica anche ai lodi arbitrali il principio secondo il quale quando il titolo esecutivo è di formazione giudiziale l’opposizione all’esecuzione è un rimedio sussidiario e residuale sia rispetto alle impugnazioni proponibili contro il provvedimento giudiziale dal quale scaturisce il titolo, sia rispetto alla formazione della res judicata che frattanto può essersi formata. Conseguentemente, in sede di opposizione all’esecuzione non è contestabile la validitĂ , legittimitĂ  o giustizia del provvedimento titolo esecutivo, allorquando siano predisposti per tale controllo specifici mezzi di impugnazione.
  • Tribunale di Vicenza, 1 aprile 2021, n. 699 (qui il testo)
    La deroga alla competenza del giudice ordinario non può essere affermata tramite la clausola compromissoria contenuta in un determinato contratto ove si tratti di controversie relative ad altri contratti, ancorché collegati al principale cui accede la clausola; tuttavia a tale situazione non corrisponde quella delle pattuizioni aggiuntive o modificative del contratto originario enucleabili nel contesto di un medesimo programma negoziale; in tali casi, ove si discuta cioè di atti aggiuntivi finalizzati a meri adeguamenti progettuali, non può sostenersi che la clausola compromissoria non si estenda alle controversie così insorte, ove la clausola contempli tutte le controversie originate dal contratto al quale lo stesso atto aggiuntivo funzionalmente accede.
  • Tribunale di Bergamo, 10 aprile 2021, n. 635 (qui il testo)
    Nel giudizio di opposizione all’esecuzione, il lodo arbitrale, così la sentenza passata in giudicato posta alla base della promossa esecuzione, costituisce giudicato esterno, rispetto al quale il giudice dell’opposizione può compiere solo una attivitĂ  interpretativa, volta ad individuarne l’esatto contenuto e la portata precettiva, sulla base del dispositivo e della motivazione, con esclusione di ogni riferimento ad elementi esterni, non avendo alcuna possibilitĂ  di integrare una pronuncia eventualmente carente o dubbia facendo riferimento a norme di diritto o ad un determinato orientamento giurisprudenziale.
  • Tribunale di Spoleto, 10 aprile 2021, n. 237 (qui il testo)
    L’improponibilitĂ  della domanda conseguente alla previsione di una clausola compromissoria per arbitrato irrituale costituisce oggetto di un’eccezione che non è sovrapponibile a quella di difetto di giurisdizione.
  • Tribunale di Sassari, 14 aprile 2021, n. 371 (qui il testo)
    L’ordinanza resa dal giudice statuale, che rigetta l’eccezione di competenza per essere questa attribuita a un tribunale arbitrale, non definendo il giudizio, può e deve essere impugnata ai sensi dell’art. 42 cod. proc. civ. con istanza di regolamento di competenza entro i termini previsti dalla suddetta disposizione.
  • Tribunale di Vicenza, 15 aprile 2021, n. 788 (qui il testo)
    Il foro fallimentare di cui all’art. 24 l.fall. non può dunque essere derogato nemmeno da un’originaria volontĂ  concorde dei contraenti, che abbiano inteso individuare un altro foro territoriale o deferire agli arbitri le relative controversie: simili clausole diventano infatti inefficaci con la dichiarazione di fallimento.
    Per azioni derivanti dal fallimento, ai sensi dell’art. 24 l.fall., devono intendersi quelle che comunque incidono sul patrimonio del fallito, compresi gli accertamenti che costituiscono premessa di una pretesa nei confronti della massa, anche quando siano diretti a porre in essere il presupposto di una successiva sentenza di condanna: ne consegue che rientrano nella competenza inderogabile del foro fallimentare le azioni revocatorie fallimentari.
  • Tribunale di Parma, 21 aprile 2021, n. 675 (qui il testo)
    In caso di opposizione a decreto ingiuntivo fondata sulla stipulazione di una clausola compromissoria, il giudice dell’opposizione deve dichiarare la nullitĂ  del decreto ingiuntivo.
  • Tribunale di Potenza, 22 aprile 2021, n. 427 (qui il testo)
    La clausola di arbitrato irrituale consiste in una normale clausola negoziale, con la quale le parti non hanno inteso derogare alla giurisdizione, ma hanno conferito un mandato negoziale ad un terzo incaricato di comporre una lite, sostituendosi alla volontĂ  dei contraenti, mediante composizione amichevole, conciliativa o transattiva, o mediante negozio giuridico di mero accertamento.
  • Tribunale di Terni, 22 aprile 2021, n. 349 (qui il testo)
    Nell’arbitrato rituale le parti mirano a pervenire ad un lodo suscettibile di essere reso esecutivo e di produrre gli effetti di cui all’art 825 cod. proc. civ., mentre nell’arbitrato irrituale esse intendono affidare all’arbitro la soluzione di controversie soltanto attraverso lo strumento negoziale, mediante una composizione amichevole o un negozio di accertamento riconducibile alla volontĂ  delle parti stesse, le quali si impegnano a considerare le decisioni degli arbitri come espressione della loro volontĂ . Ne consegue che ha natura di arbitrato irrituale quello previsto da una clausola compromissoria che enunci l’impegno delle parti di considerare il carattere definitivo e vincolante del lodo, al pari del negozio concluso e quindi come espressione della propria personale volontĂ , restando di contro irrilevanti sia la previsione della vincolativitĂ  della decisione, anche se firmata solo dalla maggioranza degli arbitri.
  • Tribunale di Torino, ord. 22 aprile 2021 (qui il testo)
    In materia di arbitrato societario, la sospensione cautelare del provvedimento impugnato può essere richiesta al Tribunale secondo le norme ordinarie con ruolo vicario e suppletivo, tutte le volte in cui, in concreto, gli arbitri non abbiano la possibilitĂ  di intervenire efficacemente con l’esercizio del potere cautelare, al fine di garantire agli interessati la piena e concreta fruizione del diritto di agire in giudizio ex art. 24 della Costituzione. Tale competenza cautelare tuttavia non sussiste ove il vuoto di tutela in punto di sospensione degli effetti della delibera impugnata si verifichi per fatto riconducibile alla parte, che non abbia attivato il procedimento arbitrale statutariamente previsto.
  • Tribunale di Palermo, 27 aprile 2021, n. 1809 (qui il testo)
    La clausola compromissoria statutaria applicabile, per sua espressa previsione, alle controversie tra le parti, non sottrae alla competenza del Giudice statuale le controversie tra amministratore e società, poiché le parti cui la suddetta clausola fa riferimento sono i soggetti tra cui intercorre il contratto di società, ossia i soci.
  • Tribunale di Perugia, 29 aprile 2021, n. 667 (qui il testo)
    La clausola compromissoria statutaria, che rinvia al regolamento di una istituzione arbitrale non esistente, nĂ© identificabile, ha un contenuto indeterminato, che non risponde ai requisiti indicati tassativamente dall’art. 34 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, e non può pertanto trovare applicazione.
  • Tribunale di Milano, 29 aprile 2021, n. 3618 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario a emettere un decreto ingiuntivo, senonchĂ©, per il caso di opposizione fondata sull’esistenza di tale clausola, la medesima clausola impone al giudice di dichiarare nullo il decreto opposto, ciò che implica la rimessione della controversia al giudizio degli arbitri.
  • Tribunale di Marsala, 3 maggio 2021, n. 318 (qui il testo)
    Un contratto è qualificabile per adesione secondo il disposto dell’art. 1341 cod. civ. – e come tale soggetto, per l’efficacia delle clausole cosiddette vessatorie, ivi inclusa la clausola compromissoria, alla specifica approvazione per iscritto – solo quando sia destinato a regolare una serie indefinita di rapporti e sia stato predisposto unilateralmente da un contraente. Ne consegue che tale ipotesi non ricorre quando risulta che il negozio è stato concluso mediante trattative intercorse tra le parti.
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