Massimario 2021

Corte di Cassazione

  • Cass., Sez. VI Civ., 12 gennaio 2021, n. 286 (qui il testo)
    L’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza che non ha natura inderogabile, così da giustificarne il rilievo d’ufficio ex art. 38, co. 3, cod. proc. civ., atteso che essa si fonda unicamente sulla volontĂ  delle parti, le quali sono libere di scegliere se affidare o meno la controversia agli arbitri. Ne consegue che tale eccezione deve essere formulata dalla parte interessata, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta.
  • Cass., Sez. VI Civ., 12 gennaio 2021, n. 291 (qui il testo)
    La nozione di contraddittorietĂ  cui fa riferimento l’art. 829, co. 1, n. 11, cod. proc. civ. non corrisponde a quella di cui all’art. 360, co. 1, n. 5, cod. proc. civ., ma va intesa nel senso che il contrasto deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo, ovvero tra la motivazione ed il dispositivo, mentre la contraddizione interna tra le diverse parti della motivazione, non espressamente prevista tra i vizi che comportano la nullitĂ  del lodo, può assumere rilevanza, quale vizio del lodo, soltanto in quanto determini l’impossibilitĂ  assoluta di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
  • Cass., Sez. VI Civ., 14 gennaio 2021, n. 497 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in un contratto tra consumatore e professionista è inefficace ai sensi dell’art. 33 d.lgs. 206/2005, salvo che venga offerta prova contraria del suo carattere vessatorio (presunto ex lege), che non può limitarsi alla sussistenza di una trattativa comunque svolta o concernente clausole diverse da quella di deroga alla competenza del giudice statuale.
  • Cass., Sez. I Civ., 20 gennaio 2021, n. 935 (qui il testo)
    La questione circa la non deferibilitĂ  ad arbitri della controversia, per essere la stessa riservata alla giurisdizione del giudice amministrativo, proposta come motivo di ricorso avverso la sentenza della Corte d’appello che abbia pronunciato sull’impugnazione del lodo, si configura come questione di giurisdizione e deve pertanto essere esaminata in quanto tale.
  • Cass., Sez. I Civ., 25 gennaio 2021, n. 1463 (qui il testo)
    Nel procedimento di impugnazione de lodo arbitrale, la mera delibazione dei motivi di nullitĂ  del lodo arbitrale non dĂ  luogo al passaggio dalla fase rescindente a quella rescissoria, nĂ© può ritenersi elemento idoneo ad attribuire natura decisoria, e conclusiva della prima fase del giudizio, a tale valutazione del giudice, la circostanza che quest’ultimo, a seguito della detta delibazione, abbia provveduto all’istruttoria della causa.
  • Cass. Sez. VI Civ., 28 gennaio 2021, n. 1788 (qui il testo)
    Va dichiarata inammissibile l’impugnazione di un lodo arbitrale che mira ad ottenere una non consentita rivalutazione del fatto deciso dagli arbitri, invocando l’applicazione del principio dell’ordine pubblico sostanziale, che si assume violato dalle rationes decidendi adottate nel lodo arbitrale, in mancanza di dimostrazione che i principi di diritto sostanziale che si assumono violati integrino il detto ordine pubblico sostanziale, inteso come quella parte dell’ordinamento giuridico che ha per contenuti i principi fondamentali la cui osservazione e attuazione debbono ritenersi indispensabili all’esistenza dell’ordinamento e al conseguimento dei suoi fini essenziali.
  • Cass., Sez. I Civ., 5 febbraio 2021, n. 2747 (qui il testo)
    L’art. 817, co. 2, cod. proc. civ. prevede l’onere per la parte che intenda contestare la potestas iudicandi degli arbitri di proporre la relativa eccezione nella prima difesa successiva all’accettazione dell’incarico. L’espresso riferimento della norma anche alle contestazioni che assumano l’inesistenza della convenzione di arbitrato non lascia dubbi sul fatto che un simile onere ricada anche su chi contesti in radice la sussistenza della potestas ludicandi degli arbitri per mancanza di una clausola arbitrale. Rimane, invece, confinato al solo ambito dell’art. 806 cod. proc. civ. il contenuto dell’unica eccezione prevista a questa regola, dovendosi intendere per controversie non arbitrabili quelle che la legge vuole come non compromettibili, rispetto alle quali la deroga alla generale disciplina di immediata proposizione dell’eccezione trova giustificazione nell’intento del legislatore di attribuire ai diritti indisponibili o dei lavoratori (nelle ipotesi previste dal secondo comma della norma) una tutela rafforzata perchĂ© affidata alle garanzie della giurisdizione ordinaria.
  • Cass. Sez. VI Civ., 9 febbraio 2021, n. 3139 (qui il testo)
    Ai sensi dell’art. 828, co. 2, cod. proc. civ., l’impugnazione del lodo non è piĂą proponibile, decorso un anno dall’ultima sottoscrizione, senza che sia attribuito rilievo alla sua comunicazione, come del resto non fa neppure l’art.327 cod. proc. civ. con riferimento alle sentenze dei giudici ordinari.
  • Cass., Sez. VI Civ., 9 febbraio 2021, n. 3151 (qui il testo)
    Gli arbitri sono liberi di regolare l’articolazione del procedimento nel modo che ritengano piĂą opportuno, anche discostandosi dalle prescrizioni dettate dal codice di rito, con l’unico limite del rispetto dell’inderogabile principio del contraddittorio, posto dall’art. 101 cod. proc. civ. (nella specie, è stata esclusa la violazione del principio del contraddittorio per aver il consulente tecnico nominato dal tribunale arbitrale richiesto documenti contabili non prodotti dalle parti, interloquendo con i consulenti di parte che nulla avevano sul punto eccepito).
  • Cass., Sez. I Civ., 15 febbraio 2021, n. 3840 (qui il testo)
    In tema di arbitrato rituale, affinchĂ© l’eccezione di incompetenza degli arbitri (per inesistenza, invaliditĂ  o inefficacia della convenzione d’arbitrato) possa ritenersi tempestivamente sollevata nella prima difesa utile successiva all’accettazione dell’incarico da parte degli arbitri, come richiesto dall’art. 817, co. 2, cod. proc. civ., non è sufficiente invocare una qualunque ragione invaliditĂ  della convenzione arbitrale, ossia svolta indipendentemente dal profilo giuridico in base al quale la contestazione viene formulata, atteso che è proprio l’illustrazione delle ragioni poste a fondamento della dedotta invaliditĂ  a qualificare la questione fatta valere e a distinguerla da altre possibili che possono risultare non fondate o inammissibili.

Corti di Appello

  • Corte di Appello di Roma, 7 gennaio 2021, n. 60 (qui il testo)
    In considerazione della natura giurisdizionale dell’arbitrato e della sua funzione sostitutiva della giurisdizione ordinaria, l’eccezione di compromesso ha carattere processuale ed integra una questione di competenza, che deve essere eccepita dalla parte interessata, a pena di decadenza e conseguente radicamento presso il giudice adito del potere di decidere in ordine alla domanda proposta, nella comparsa di risposta e nel termine fissato dall’art. 166 cod. proc. civ. NĂ© la competenza arbitrale può essere assimilata alla competenza funzionale, così da giustificare il rilievo officioso ex art. 38, co. 3, cod. proc. civ., atteso che essa si fonda unicamente sulla volontĂ  delle parti, le quali sono libere di scegliere se affidare la controversia agli arbitri e, quindi, anche di adottare condotte processuali tacitamente convergenti verso l’esclusione della competenza di questi ultimi, con l’introduzione di un giudizio ordinario, da un lato, e la mancata proposizione dell’eccezione di arbitrato, dall’altro.
  • Corte di Appello dell’Aquila, 11 gennaio 2021, n. 25 (qui il testo)
    La clausola compromissoria relativa alla sole controversie sull’interpretazione di un contratto (che sono quelle che implicano l’accertamento della volontĂ  delle parti in relazione al contenuto del negozio) non ricomprende evidentemente nel suo ambito di applicazione tutte le controversie comunque aventi causa petendi nel contratto medesimo, ovvero, nella specie le domande di adempimento delle prestazioni contrattuali, in quanto attinenti, piuttosto, alla fase esecutiva del contratto, ovvero all’accertamento dell’inottemperanza delle parti rispetto alle obbligazioni assunte. Infatti, poichĂ© il deferimento di una controversia al giudizio degli arbitri comporta una deroga alla giurisdizione ordinaria, in caso di dubbio in ordine alla interpretazione della portata della clausola compromissoria, deve preferirsi un’interpretazione restrittiva di essa e affermativa della giurisdizione statuale [per incuriam rispetto all’art. 808-quater cod. proc. civ., come introdotto dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40].
  • Corte di Appello di Perugia, 11 gennaio 2021, n. 20 (qui il testo)
    La violazione del contraddittorio, che rileva come motivo di nullità del lodo ex art. 829, co. 1, n. 9, cod. proc. civ., va valutata in concreto e deve essere esclusa ove il contraddittorio sia stato comunque garantito, sia pure con modalità diverse dal formale deposito di documenti entro un certo termine, nel rispetto sostanziale del principio della parità delle armi, di cui all’art. 816-bis cod. proc. civ., che fa da contraltare a quello del contraddittorio.
  • Corte di Appello di Milano, 19 gennaio 2021, n. 144 (qui il testo)
    La clausola compromissoria riferita genericamente alle controversie nascenti dal contratto cui essa inerisce va interpretata, in mancanza di espressa volontĂ  contraria, nel senso che rientrano nella competenza arbitrale tutte e solo le controversie aventi causa petendi nel contratto medesimo, con esclusione di quelle che hanno, in esso, unicamente un presupposto storico, come nel caso in cui, pur in presenza della clausola compromissoria contenuta in un contratto di appalto, gli attori abbiano proposto azione di responsabilitĂ  extracontrattuale, ex art. 1669 cod. civ., deducendo gravi difetti dell’immobile da loro acquistato.
  • Corte di Appello di Roma, 19 gennaio 2021, n. 394 (qui il testo)
    Il vizio di motivazione denunziabile come motivo di nullitĂ  del lodo non ha lo stesso contenuto dell’analogo vizio della sentenza del giudice ordinario, ma è ravvisabile nelle sole ipotesi in cui la motivazione del lodo sia del tutto inesistente, ovvero sia a tal punto carente da non consentire di individuare la ratio della decisione adottata, oppure, per l’iter argomentativo seguito, si risolva in una non motivazione.
  • Corte di Appello di Roma, 21 gennaio 2021, n. 450 (qui il testo)
    L’art. 829, co. 3, cod. proc. civ. consente di denunciare il merito della decisione degli arbitri solo laddove ciò sia stato espressamente previsto dalle parti; l’impugnazione che, in mancanza di tale disposizione nella clausola compromissoria, nondimeno riguardi il suddetto merito, va dichiarata inammissibile.
  • Corte di Appello di Ancona, 25 gennaio 2021, n. 61 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo, in quanto l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata. Nel successivo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, eventualmente promosso dal debitore ingiunto, si instaura, tuttavia, un ordinario procedimento di cognizione, che implica necessariamente il deferimento della controversia alla cognizione arbitrale.
  • Corte di Appello di Palermo, 28 gennaio 2021, n. 112 (qui il testo)
    Ai sensi dell’art. 816-quinquies, co. 1, cod. proc. civ., la chiamata in arbitrato di un terzo è ammessa solo con l’accordo del terzo e delle parti e con il consenso degli arbitri.
  • Corte di Appello di Milano, 4 febbraio 2021, n. 385 (qui il testo)
    L’art. 830, co. 2, secondo periodo cod. proc. civ. prevede che, nel caso in cui il lodo sia annullato, tra l’altro, per violazione delle regole di diritto se una delle parti, alla data della sottoscrizione della convenzione di arbitrato, risiede o ha la propria sede effettiva all’estero, la Corte d’appello decide la controversia nel merito solo se le parti hanno così stabilito nella convenzione di arbitrato o ne fanno concorde richiesta.
  • Corte di Appello di Roma, 10 febbraio 2021, n. 1054 (qui il testo)
    Rappresenta questione pregiudiziale di merito, rimessa alla competenza arbitrale ex art. 819 cod. proc. civ., quella relativa all’asserito rinnovo di un contratto, contenente una clausola compromissoria, con le condizioni originariamente pattuite ovvero alla formazione di un nuovo contratto di natura verbale.
    In tema di impugnazione del lodo arbitrale, il difetto di motivazione è ravvisabile soltanto nell’ipotesi in cui la motivazione del lodo manchi del tutto ovvero sia a tal punto carente da non consentire l’individuazione della ratio della decisione adottata o, in altre parole, da denotare un iter argomentativo assolutamente inaccettabile sul piano dialettico, sì da risolversi in una non-motivazione.
  • Corte di Appello di Palermo, 12 febbraio 2021, n. 167 (qui il testo)
    La denuncia di nullità del lodo arbitrale postula, in quanto ancorata agli elementi accertati dagli arbitri, l’esplicita allegazione dell’erroneità del canone di diritto applicato rispetto a detti elementi, e non è pertanto, proponibile in collegamento con la mera deduzione di lacune d’indagine e di motivazione, che potrebbero evidenziare l’inosservanza di legge solo all’esito del riscontro dell’omesso o inadeguato esame di circostanze di carattere decisivo.

Tribunali

  • Tribunale di Castrovillari, 4 gennaio 2021, n. 4 (qui il testo)
    La clausola compromissoria per arbitrato societario, che pur include nel suo ambito di applicazione le controversie tra amministratori e societĂ  in dipendenza dello statuto, non sottrae alla competenza del Giudice statuale una controversia che ha ad oggetto un credito determinato dalla ritardata restituzione da parte dell’amministratore di un bene aziendale, poichĂ© tale controversia non implica alcuna applicazione o interpretazione di norme statutarie.
  • Tribunale di Brindisi, 5 gennaio 2021, n. 22 (qui il testo)
    Deve affermarsi la nullitĂ  della clausola compromissoria contenuta nello statuto di un consorzio ex art. 2602 cod. civ., la quale non preveda che la nomina degli arbitri debba essere effettuata da un soggetto estraneo al consorzio stesso, in applicazione dell’art. 34 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 [per incuriam rispetto a Cass., Sez. VI Civ., 28 settembre 2020, n. 20462].
  • Tribunale di Civitavecchia, 7 gennaio 2021, n. 2 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta nello statuto di un consorzio di urbanizzazione, che non attribuisca a un terzo il potere di nominare gli arbitri, non è nulla ai sensi dell’art. 34 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, in quanto tale disposizione concerne le sole societĂ  e non anche i consorzi di urbanizzazione, ai quali è applicabile la disciplina delle associazioni non riconosciute e della comunione.
  • Tribunale di Patti, 7 gennaio 2021, n. 8 (qui il testo)
    La previsione di una clausola compromissoria con cui le parti pattuiscono di devolvere in arbitrato le eventuali controversie non esclude il ricorso al procedimento monitorio per l’ottenimento di un decreto ingiuntivo, in quanto l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata, e nella fase sommaria del procedimento monitorio non vi è ancora una controversia caratterizzata dal contraddittorio tra le parti e quindi deferibile alla cognizione degli arbitri; per contro, nel successivo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, eventualmente promosso dal debitore ingiunto, si instaura un ordinario procedimento di cognizione, che implica, a fronte dell’eccezione di arbitrato eventualmente sollevata dalla parte attrice opponente, il deferimento della controversia alla cognizione arbitrale con conseguente declaratoria di nullitĂ  del decreto ingiuntivo.
  • Tribunale di Milano, 8 gennaio 2021, n. 98 (qui il testo)
    La clausola compromissoria statutaria, che espressamente si riferisca alle sole delibere assembleari, va interpretata in maniera estensiva così da comprendere anche le delibere del Consiglio di Amministrazione, e ciò in considerazione del fatto che una diversa e restrittiva interpretazione si porrebbe come irragionevole e lesiva dei diritti del socio perché porterebbe ad un diverso regime di impugnazione delle delibere sociali.
    L’arbitrato avente ad oggetto la validità di una delibera è rituale, ai sensi dell’art 36 d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5.
  • Tribunale di Teramo, 8 gennaio 2021, n. 10 (qui il testo)
    Sono devolute alla cognizione arbitrale le controversie relative a un contratto (nella specie, di subappalto) contenente clausola compromissoria, collegato ad altro (nella specie, di costituzione di associazione temporanea di imprese), che tale clausola non contiene, ove la causa petendi riguardi anche il contratto contenente l’accordo arbitrale.
  • Tribunale di Spoleto, 11 gennaio 2021, n. 12 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti inaudita altera parte), ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
    Ove il curatore agisca in luogo e facendo valere un diritto spettante al fallito, non può ritenersi che il contratto si sia sciolto, dal momento che il curatore ha inteso far valere diritti scaturenti dal contratto che ha già avuto esecuzione per la parte in contestazione, alla quale si collega il diritto al corrispettivo; ne discende che è da ritenersi opponibile al fallimento la clausola compromissoria contenuta nel suddetto contratto.
  • Tribunale di Catanzaro, 12 gennaio 2021, n. 53 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria, che attribuisca agli arbitri la cognizione delle sole controversie tra soci, rientrano nella competenza del Giudice statuale le controversie tra socio e societĂ  (nel caso di specie, si trattava di giudizio avente ad oggetto la liquidazione della quota del socio receduto).
  • Tribunale di Milano, 12 gennaio 2021, n. 159 (qui il testo)
    In presenza di un contratto quadro e di contratti conclusi in esecuzione del primo, questi ultimi soltanto contenenti una clausola compromissoria, compete al Giudice statuale la cognizione delle controversie relative al contratto quadro.
  • Tribunale di Roma, 13 gennaio 2021, n. 572 (qui il testo)
    In generale, per contestare il contenuto di un lodo arbitrale, è prevista una specifica normativa codicistica (art. 827 ss. cod. proc. civ.). Vi sono nondimeno margini per un’impugnativa del lodo arbitrale al di fuori dell’iter tipico di gravame alla Corte d’appello (o con rimedio straordinario): si tratta di quei casi in cui è contestata l’esistenza del lodo o, a monte, della clausola compromissoria e comunque della disponibilità delle materie conferite in arbitrato (rituale).
    In questi casi, in cui viene riconosciuto al soggetto interessato di ricorrere direttamente al Tribunale ordinario, la sentenza che dichiari l’inesistenza del lodo, avendo natura dichiarativa, può esplicare il suo effetto caducatorio solo con il passaggio in giudicato del relativo accertamento.
    La liquidazione delle spese e del compenso effettuata direttamente dagli arbitri ha valore di una mera proposta contrattuale, che diviene vincolante solo se accettata da tutti i contendenti. Da ciò deriva la mancanza di esecutività di tale capo della pronuncia arbitrale.
  • Tribunale di Potenza, 14 gennaio 2021, n. 1 (qui il testo)
    L’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo, in quanto l’eccezione di compromesso non è rilevabile d’ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata. Nel successivo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, eventualmente promosso dal debitore ingiunto, si instaura, tuttavia, un ordinario procedimento di cognizione, che implica necessariamente il deferimento della controversia alla cognizione arbitrale. In caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza di clausola compromissoria per arbitrato irrituale, il giudice adito è, dunque, tenuto a dichiarare la nullità del decreto opposto e l’improponibilità della domanda.
  • Tribunale di Potenza, ord. 15 gennaio 2021 (qui il testo)
    Nonostante la devoluzione di limitati poteri cautelari agli arbitri in materia societaria, rimane intatta la possibilitĂ  di ricorrere al giudice ordinario per ottenere il provvedimento cautelare fino a quando il collegio arbitrale o l’ufficio dell’arbitro unico non si sia materialmente costituito e, dunque, non possa materialmente procedere ad esaminare tempestivamente l’istanza cautelare. Questo perchĂ© il principio di effettivitĂ  della tutela giurisdizionale implica necessariamente che gli organi statali assicurino – sempre ed in ogni caso – la disponibilitĂ  di una giustizia cautelare che, anche in caso di devoluzione della cognizione su una determinata controversia agli arbitri, renda immediatamente fruibili le esigenze di celeritĂ  ed effettivitĂ  della tutela sottese a una istanza cautelare.
  • Tribunale di Prato, 16 gennaio 2021, n. 59 (qui il testo)
    La clausola compromissoria, in mancanza di espressa volontà contraria, deve essere interpretata nel senso di ascrivere alla competenza arbitrale tutte le controversie che si riferiscono a pretese aventi la causa petendi nel contratto cui detta clausola è annessa.
    Non sono invece attratte alla competenza arbitrale le controversie relative a diverso contratto, pur collegato a quello contenente la clausola compromissoria e concluso contestualmente allo stesso.
  • Tribunale di Rieti, 18 gennaio 2021, n. 43 (qui il testo)
    L’eccezione con cui si deduca l’esistenza di una clausola compromissoria per arbitrato irrituale non pone una questione di competenza dell’autoritĂ  giudiziaria, ma contesta la proponibilitĂ  della domanda per aver i contraenti scelto la risoluzione negoziale della controversia, rinunciando alla tutela giurisdizionale. In coerenza con la tuttora diversa natura giuridica che connota l’arbitrato irrituale rispetto a quello rituale, data dall’intrinseca natura negoziale e non giudiziale del primo, non si applica ad esso l’art. 819-ter cod. proc. civ., di talchĂ© non deve e non può essere fissato alcun termine per la riassunzione del giudizio avanti l’arbitro irrituale.
  • Tribunale di Torino, 18 gennaio 2021, n. 247 (qui il testo)
    PoichĂ© il deferimento di una controversia al giudizio degli arbitri comporta una deroga alla giurisdizione ordinaria, in caso di dubbio in ordine alla interpretazione della portata della clausola compromissoria, deve preferirsi un’interpretazione restrittiva di essa e affermativa della giurisdizione statuale, riconoscendosi non rientrare la domanda in contestazione nell’ambito della materia rimessa agli arbitri [per incuriam rispetto all’art. 808-quater cod. proc. civ., come introdotto dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40].
  • Tribunale di Milano, 25 gennaio 2021, n. 493 (qui il testo)
    In caso di domanda c.d. trasversale, ossia di domanda di un convenuto contro altro convenuto, l’eccezione di compromesso è tempestivamente sollevata alla prima udienza di comparizione.
  • Tribunale di Sassari, 25 gennaio 2021, n. 68 (qui il testo)
    La clausola compromissoria contenuta in un contratto (nella specie, si trattava di un contratto di appalto), ai sensi della quale sono devolute agli arbitri, tra le altre, pure le controversie relative all’esecuzione del contratto, fonda la competenza arbitrale pure con riferimento al successivo accordo di risoluzione del suddetto contratto.
  • Tribunale di Torino, 28 gennaio 2021, n. 412 (qui il testo)
    In presenza di clausola compromissoria statutaria che attribuisce agli arbitri la competenza a conoscere delle controversie relative alla validitĂ  delle delibere assembleari, rientra nella cognizione arbitrale una controversia avente ad oggetto l’annullamento per abuso di maggioranza di delibera assembleare.
    In caso di adesione di parte attrice all’eccezione di compromesso sollevata dalla convenuta, non trova applicazione l’art. 38, co. 2, cod. proc. civ., bensì l’art. 819-ter cod. proc. civ. Conseguentemente, il Giudice statuale adito declinerĂ  la propria competenza con sentenza e dovrĂ  altresì provvedere alla liquidazione delle spese.
  • Tribunale di Monza, 1 febbraio 2021, n. 174 (qui il testo)
    Deve ritenersi legittima la norma contenuta in un regolamento condominiale che preveda una clausola compromissoria con il correlativo obbligo di impugnare le delibere condominiali in sede arbitrale. Ciò poichĂ© l’art. 1137, co. 2, cod. civ., nel riconoscere ad ogni condomino dissenziente la facoltĂ  di ricorrere all’autoritĂ  giudiziaria avverso le deliberazioni dell’assemblea del condominio, non pone alcuna riserva di competenza assoluta ed esclusiva del Giudice statuale e, quindi, non esclude la compromettibilitĂ  in arbitri di tali controversie, le quali, d’altronde, non rientrano in alcuno dei divieti sanciti dagli artt. 806 e 808 cod. proc. civ.
  • Tribunale di Milano, 2 febbraio 2021, n. 737 (qui il testo)
    In caso di debito garantito da fideiussione, ove il titolo da cui sorge il debito garantito contenga una clausola compromissoria, non contenuta invece nel titolo da cui sorge la garanzia, la controversia tra creditore garantito e fideiussore non è attribuita alla competenza arbitrale, non potendo la clausola compromissoria essere fatta valere da soggetti estranei al contratto in cui è inserita, per il principio sancito dall’art. 1372 cod. civ., secondo il quale il contratto ha forza di legge tra le parti.
  • Tribunale di Roma, 3 febbraio 2021, n. 1937 (qui il testo)
    La procedura di riassegnazione dei nomi a dominio (devoluta, ai sensi del Regolamento per la risoluzione delle dispute nel country code Top Level Domain “it”, a determinati prestatori del servizio di risoluzione extragiudiziale delle dispute), non ha carattere decisorio e la pronuncia che viene resa al suo esito non costituisce un lodo, neppure irrituale ex art. 808-ter cod. proc. civ.
  • Tribunale di Firenze, 4 febbraio 2021, n. 266 (qui il testo)
    Non diviene inefficace un provvedimento cautelare ex art. 669-octies cod. proc. civ. ove, nel termine perentorio ivi previsto, sia stato promosso un giudizio avanti il Giudice statuale, per in presenza di clausola compromissoria, giacchĂ© deve essere esclusa la possibilitĂ  di dichiarare l’inefficacia di un provvedimento cautelare sulla base di una (peraltro eventuale e futura) pronuncia di rigetto di mero rito resa dal giudice adito per il merito.
  • Tribunale di Reggio Calabria, 8 febbraio 2021, n. 179 (qui il testo)
    Nel caso in cui le parti di un contratto di assicurazione affidino ad un terzo l’incarico di esprimere una valutazione tecnica sull’entitĂ  delle conseguenze di un evento, al quale è collegata l’erogazione dell’indennizzo, impegnandosi a considerare tale valutazione come reciprocamente vincolante ed escludendo dai poteri del terzo la soluzione delle questioni attinenti alla validitĂ  ed efficacia della garanzia assicurativa, il relativo patto esula sia dall’arbitraggio che dall’arbitrato (rituale od irrituale) ed integra piuttosto una perizia contrattuale. Nel caso in cui invece al terzo sia anche demandato il controllo dell’adempimento da parte dell’assicurato degli obblighi previsti nelle condizioni generali di polizza e nelle clausole del contratto, si deve ritenere che la perizia abbia natura di lodo arbitrale irrituale.
  • Tribunale di Milano, 9 febbraio 2021, n. 1028 (qui il testo)
    Il mancato rispetto del contraddittorio ricorre tutte le volte in cui l’arbitro non abbia consentito a tutte le parti la possibilità di essere ascoltate, per formare la sua libera determinazione.
    Il richiamo fatto dagli arbitri irrituali nel lodo a norme diverse da quelle la cui applicazione è stata oggetto di discussione tra le parti non integra violazione del principio del contraddittorio, non comportando l’introduzione di un fatto nuovo, bensì rientrando nel potere di qualificazione giuridica della fattispecie sottoposta dall’esame del tribunale arbitrale, in applicazione del principio iura novit Curia.
  • Tribunale di Bologna, 10 febbraio 2021, n. 302 (qui il testo)
    L’eccezione di arbitrato, formulata nella comparsa di costituzione, ma non riproposta in alcun successivo atto, e soprattutto non in sede di precisazione delle conclusioni, è da considerarsi rinunciata.
  • Tribunale di Patti, 12 febbraio 2021, n. 112 (qui il testo)
    L’eccezione di arbitrato costituisce eccezione in senso stretto, sì che essa deve essere ritualmente e tempestivamente proposta, in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, in sede di atto di citazione in opposizione.
  • Tribunale di Modena, 16 febbraio 2021, n. 231 (qui il testo)
    La controversia avente ad oggetto un contratto di trasferimento di quote di societĂ  a responsabilitĂ  limitata è ricompresa nell’ambito di applicazione della clausola compromissoria statutaria, ove questa deferisca agli arbitri anche le controversie tra soci e ove i cedenti, anche dopo il trasferimento, abbiano mantenuto la qualitĂ  di soci ovvero abbiano continuato ad agire come soci.
  • Tribunale di Milano, 17 febbraio 2021, n. 1419 (qui il testo)
    In caso di controversia soggetta all’applicazione dell’art. 6 d.lgs. 8 ottobre 2007, n. 179 (disposizione, successivamente abrogata, che prevedeva che la clausola compromissoria inserita nei contratti, stipulati con gli investitori, relativi ai servizi e attivitĂ  di investimento, compresi quelli accessori, nonchĂ© i contratti di gestione collettiva del risparmio, fosse vincolante solo per l’intermediario, a meno che questo non dimostrasse che era frutto di una trattativa diretta), deve ritenersi provato, ai sensi dell’art. 115, co. 1, cod. proc. civ. che la clausola arbitrale contenuta in un accordo quadro concernente la futura conclusione di contratto di swap, benchĂ© contenuta in modulo predisposto dall’istituto di credito, sia stata frutto di specifica trattativa individuale, in caso di mancata contestazione da parte dell’investitore di tale circostanza e ove sia pacifico tra le parti che l’accordo quadro sia stato stipulato esclusivamente in relazione al contratto di swap e che la stipulazione del contratto di swap sia stata oggetto di specifica trattativa individuale, al fine di rendere il prodotto acquistato strettamente correlato ad altro contratto (nella specie, di mutuo ipotecario) stipulato lo stesso giorno tra le medesime parti.
  • Tribunale di Firenze, 17 febbraio 2021, n. 373 (qui il testo)
    Non vi è, in linea di principio, incompatibilitĂ  tra fallimento e cognizione arbitrale; la vis actractiva del foro fallimentare non si estende anche alle azioni che giĂ  si trovino (come nella specie) nel patrimonio del fallito, all’atto del fallimento, e che quindi avrebbero potuto essere eseguite dall’imprenditore, a tutela del proprio interesse, ove non fosse fallito; in sintesi, la clausola arbitrale è opponibile al curatore del fallimento qualora egli agisca per il recupero di un credito nascente da un contratto al quale accede una clausola compromissoria.
    Il primo periodo dell’art. 819-ter, co. 1, cod. proc. civ., nel prevedere che la competenza degli arbitri non è esclusa dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice ordinario, implica, in riferimento all’ipotesi in cui sia stata proposta una pluralitĂ  di domande, che la sussistenza della competenza arbitrale sia verificata con specifico riguardo a ciascuna di esse, non potendosi devolvere agli arbitri (o al giudice ordinario) l’intera controversia in virtĂą del mero vincolo di connessione.