Rinuncia alla clausola compromissoria

Il Tribunale di Roma (sentenza n. 19215 del 28 settembre 2015, disponibile qui) si è pronunciato nell’ambito di una complessa vicenda riguardante i rapporti tra una società a responsabilità limitata e un suo ex amministratore: in una prima causa, la società ha svolto l’azione sociale di responsabilità; in una seconda causa (che è quella definita con la sentenza in commento) l’amministratore ha agito in via monitoria per ottenere il saldo dei compensi a suo dire dovuti.  Tutto ciò, nonostante lo statuto della società contenesse, all’art. 26, una clausola compromissoria: “Tutte le controversie sorte fra i soci oppure tra i soci e la società, gli amministratori, i liquidatori o i sindaci, aventi ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, sono risolte da un arbitro unico nominato dal Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti nel cui ambito ha sede la società (…)“.  E in effetti nell’azione di responsabilità l’ex amministratore convenuto in giudizio ha sollevato nei confronti della società l’exceptio compromissi; eccezione che, specularmente, è stata sollevata dalla società nei confronti dell’ex amministratore nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

Si è quindi posta la questione di una eventuale rinunzia delle parti alla clausola compromissoria, in conseguenza delle loro iniziative processuali.

Innanzi tutto, il Tribunale di Roma ha richiamato l’antico e consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo il quale l’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo: grava infatti sul debitore ingiunto l’onere di sollevare, nell’atto di citazione introduttivo del giudizio di opposizione, l’exceptio compromissi, rilevando l’improponibilità della domanda (in caso di arbitrato irrituale) o il difetto di competenza del giudice statale (in caso di arbitrato rituale), che non sono rilevabili d’ufficio, ma sempre e solo su eccezione (in senso stretto) della parte interessata (tra le molte, si vedano ad esempio Cass., Sez. I Civ., 9 luglio 1989, n. 3246; Cass., Sez. I Civ., 28 luglio 1999, n. 8166; Cass., Sez. I Civ., 30 maggio 2007, n. 12684; Cass, Sez. II Civ., 4 marzo 2011, n. 5265).

Inoltre, il giudice ha pure ricordato che l’exceptio compromissi non può ritenersi abbandonata (e quindi la clausola compromissoria rinunciata) neppure in conseguenza dell’eventuale proposizione di una domanda riconvenzionale (domanda che presupporrebbe la competenza del giudice avanti il quale è formulata) o dell’instaurazione di altra e distinta controversia in relazione allo stesso rapporto: “non si è in presenza di alcuna rinuncia (tacita e meno che mai espressa) da parte dell’opponente alla compromettibilità in arbitri dell’odierna controversia né con riferimento alla proposizione di domanda riconvenzionale in questo giudizio né, a maggior ragione, con riferimento ad altre iniziative giudiziarie dell’attrice nei confronti del medesimo convenuto“.  Sul punto, il Tribunale di Roma ha richiamato una recente sentenza della Suprema Corte (Cass., Sez. II Civ., 20 febbraio 2015, n. 3464, disponibile qui): “In tema di arbitrato, la clausola compromissoria è riferibile a tutte le controversie civili o commerciali attinenti a diritti disponibili nascenti dal contratto cui essa accede, sicché la rinunzia ad avvalersene in occasione di una controversia insorta tra i contraenti non implica, di per sé, una definitiva e complessiva abdicazione alla stessa in relazione ad ogni altra controversia, a meno che le parti – con accordo la cui validità presuppone il rispetto della condizioni di forma e di sostanza proprie di un patto risolutivo degli effetti del patto compromissorio – non abbiano rinunziato definitivamente alla clausola compromissoria nel suo complesso“.

Esclusa quindi la sussistenza di una rinunzia delle parti ad avvalersi della clausola compromissoria statutaria nella controversia sottoposta al suo esame, il giudice si è interrogato sulla sua compromettibilità.  

Anche questo interrogativo è stato sciolto in senso positivo, sia pure con motivazione che (forse per il suo carattere sintetico) pare assimilare i concetti di disponibilità/indisponibilità del diritto con quelli – in realtà differenti – di derogabilità/inderogabilità delle norme che si pongono a fondamento del diritto in questione: “E’ pertanto necessario accertare caso per caso, in base all’oggetto della controversia, la disponibilità o l’indisponibilità del diritto, verificando in concreto se il diritto in questione sia o meno protetto mediante la predisposizione di norme inderogabili e la cui violazione determina una reazione dell’ordinamento, svincolata da una qualsiasi iniziativa di parte.  Nel caso di specie non pare dubitabile che si tratti di normali questioni patrimoniali, che le parti ben possono liberamente regolarizzare o estinguere attraverso propri atti negoziali (…)“.  Del tema avevo parlato anche in questo post.

Il Tribunale di Roma ha quindi revocato il decreto ingiuntivo opposto e dichiarato l’improponibilità della domanda azionata in via monitoria: in ragione del fatto che la clausola compromissoria in parola prevede un arbitrato irrituale, ha quindi da un lato riqualificato l’eccezione formulata dall’opponente (volta a far “dichiarare il difetto di giurisdizione ovvero, in subordine, l’incompetenza“), mentre dall’altro lato non ha fissato alcun termine per la riassunzione del giudizio avanti il costituendo Tribunale  arbitrale, ritenendo di non poter applicare l’art. 819/ter cod. proc. civ. (che invece, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 19 luglio 2013, prevede un meccanismo di translatio iudicii nei rapporti tra arbitrato rituale e giudizio statale).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

COOKIE E PRIVACY POLICY
Le seguenti informazioni sono fornite ai sensi dell’art. 13 Regolamento UE 679/2018 (“GDPR”), agli utenti che usufruiscono dei servizi offerti dal sito web https://www.arbitratoinitalia.it (“Sito”). Durante la consultazione di quest’ultimo possono, infatti, essere raccolte informazioni relative agli utenti che costituiscono dati personali ai sensi del Codice Privacy. L’informativa è resa esclusivamente per il Sito e non riguarda eventuali altri siti raggiungibili dall’utente tramite i link presenti su quest’ultimo.
TITOLARE E RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO
Titolare del trattamento è Arbitration in Italy Ltd, società di diritto inglese registrata al n. 12459814, con sede in 61 Bridge Street, Kington, HR5 3DJ, UK (“Società”). Responsabile del trattamento è il legale rappresentante pro tempore della Società.
LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI
I trattamenti connessi ai servizi offerti dal Sito vengono effettuati presso la sede sopraindicata della Società e sono curati da personale interno, debitamente nominato incaricato del trattamento.
TIPI DI DATI TRATTATI
Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet. Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a soggetti identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti. In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente. Questi dati vengono utilizzati al solo fine di controllare il corretto funzionamento del Sito ed elaborare statistiche sul suo uso e vengono cancellati immediatamente dopo l’elaborazione. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di reati informatici ai danni del Sito: salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web sono conservati per un periodo massimo di sette giorni.
Dati forniti volontariamente dall’utente
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati sul Sito e la compilazione dei “form” (maschere) specificamente predisposti, comportano la successiva acquisizione dell’indirizzo e-mail e degli eventuali altri dati personali inseriti nella comunicazione elettronica, nonché dei dati del mittente/utente, necessari per rispondere alle richieste o per erogare il servizio. Specifiche informative sintetiche verranno rese per particolari servizi.
COOKIE
I cookie sono stringhe di testo ("file dati") che alcuni siti web, mentre vengono visitati, possono inviare all'utente al fine di tracciare il suo percorso all'interno del sito e raccogliere dati in forma anonima, per migliorare l'offerta e la fruibilità del sito stesso. La Società non utilizza tecniche informatiche per l’acquisizione diretta di dati personali identificativi dell’utente. Non viene fatto uso di cookie per la trasmissione di informazioni di carattere personale, ovvero di sistemi per il tracciamento degli utenti. La Società utilizza c.d. cookie tecnici al solo fine di renderne possibile la navigazione sul Sito e consentire all’utente di utilizzarne le funzionalità. Alcuni cookie tecnici sono indispensabili per offrire un'ottimale esperienza di navigazione o per consentire all’utente di autenticarsi sul Sito, ad esempio per entrare in un area riservata (c.d. cookie di navigazione). I cookie di navigazione sono cookie di sessione e, pertanto, una volta chiuso il browser, vengono disattivati automaticamente. Per l’installazione di questi cookie non è necessario raccogliere il consenso dell’utente. La Società, inoltre, utilizza c.d. cookie analitici di terze parti che, permettendo di ottenere informazioni su come i visitatori interagiscono con i contenuti del Sito (pagine maggiormente visitate, tempo di navigazione, ecc.), forniscono utili statistiche che consentono di ottimizzarlo e di migliorare la navigazione sullo stesso.
FACOLTATIVITA’ DEL CONFERIMENTO DEI DATI
Salvo quanto specificato per i dati di navigazione, l’utente è libero di fornire i suoi dati personali nei moduli di richiesta o comunque di indicarli al fine di sollecitare l’invio di materiale informativo o di altre comunicazioni. Il mancato conferimento dei dati personali può, tuttavia, comportare l’impossibilità di dare seguito alle richieste dell’utente.
MODALITA’ DEL TRATTAMENTO
I dati personali sono trattati con strumenti automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti. Specifiche misure di sicurezza sono state adottate per prevenire la perdita dei dati, gli usi illeciti o non corretti e gli accessi non autorizzati.
FINALITA’ DEL TRATTAMENTO - COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE DEI DATI
I dati personali forniti dagli utenti che richiedono materiale informativo ovvero la prestazione di servizi sono utilizzati al solo fine di evadere tali richieste, e potranno essere conosciuti da dipendenti e collaboratori della Società, debitamente nominati incaricati del trattamento, nonché da soggetti terzi che prestano servizi accessori o strumentali all’attività della Società, nominati Responsabili del trattamento. Non verranno effettuate altre comunicazioni di dati a terzi, salvo in caso di richieste dell'Autorità Giudiziaria o di Pubblica Sicurezza. I dati raccolti non verranno in nessun caso diffusi.
DIRITTI DEGLI INTERESSATI
I soggetti cui si riferiscono i dati personali hanno diritto, ai sensi degli articoli 12 e seguenti GDPR, di ottenere, in qualunque momento, la conferma dell’esistenza o meno dei medesimi dati,di conoscerne il contenuto e l’origine, di verificarne l’esattezza o chiederne l’integrazione, l’aggiornamento, la rettificazione, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima, nonché di opporsi, in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento. Le richieste vanno rivolte senza formalità all’indirizzo mail privacy@arbitratoinitalia.it.

Chiudi