Circolazione della clausola compromissoria

Roberto Oliva

Quello della circolazione della clausola compromissoria in caso di cessione del credito √® un tema sul quale la giurisprudenza √® pervenuta a un peculiare risultato che, in pratica, consente al debitore ceduto di difendersi dal processo, prima ancora che nel processo. ¬†Una recente pronunzia del Tribunale di Milano (Trib. Milano, Sez. VII Civ., 5 luglio 2016, n. 8379, disponibile qui) ci d√† l’occasione per parlarne.

Il caso deciso del Tribunale di Milano √® particolarmente complesso. ¬†La sintesi che segue √® quindi focalizzata solo sugli aspetti che rilevano ai fini dell’argomento che mi accingo a trattare.

Due societ√†, riunite in ATI, si sono viste aggiudicare un appalto pubblico e hanno costituito, per la sua esecuzione, un apposito veicolo societario, nella forma di una societ√† consortile a responsabilit√† limitata. ¬†Quest’ultima ha concluso con una terza societ√† un contratto avente ad oggetto la fornitura di taluni beni da impiegare nell’esecuzione dell’appalto. ¬†Il contratto di fornitura conteneva una clausola compromissoria, del seguente tenore: “Qualsiasi controversia dovesse insorgere in ordine alla interpretazione e/o all’esecuzione del presente contratto sar√† risolta da un Collegio Arbitrale, secondo diritto (…)“.

A garanzia dell’adempimento delle obbligazioni dell’acquirente (la societ√† consortile), una delle societ√† dell’ATI e poi anche di un terzo hanno prestato fideiussione.

L’acquirente (la societ√† consortile) si √® reso inadempiente e il venditore ha quindi escusso la fideiussione, ottenendo il pagamento da parte del terzo garante, che ha surrogato nei suoi diritti.

Il terzo garante, infine, ha agito, per l’appunto in surroga, non nei confronti del debitore principale, ossia la societ√† consortile (che nel frattempo era fallita), bens√¨ nei confronti della societ√† capogruppo dell’ATI, invocando la sua responsabilit√† solidale con la societ√† consortile costituita per l’esecuzione dell’appalto; responsabilit√†, questa, prevista dalla legge (la sentenza in commento richiama gli artt. 13, co. 2, l. 11 febbraio 1994 n. 109 e 96 d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, vigenti al tempo delle vicende oggetto di causa). ¬†

Il terzo garante, quindi, ha ottenuto nei confronti della capogruppo dell’ATI un decreto ingiuntivo, che √® stato oggetto di opposizione. ¬†E¬†il debitore ingiunto ha sollevato, tra l’altro, eccezione di compromesso, in forza della clausola compromissoria contenuta nel contratto di fornitura, di cui si √® gi√† detto.

Ed √® qui che emerge l’accennato¬†peculiare orientamento giurisprudenziale.

La giurisprudenza infatti ha definito una singolare legge di circolazione della clausola compromissoria in caso di cessione del credito: il cessionario non può invocare la clausola compromissoria nei confronti del ceduto, il quale però può sollevare eccezione di compromesso se il cessionario lo evoca in giudizio avanti il Giudice statale.

Il altri termini, qualsiasi scelta processuale venga compiuta dal cessionario (iniziare un procedimento arbitrale o un procedimento avanti il Giudice statale), il ceduto avr√† un’eccezione pregiudiziale¬†idonea a paralizzare l’iniziativa avversaria. ¬†Come detto, potr√† difendersi dal processo, prima ancora di difendersi nel processo.

Cos√¨, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno ritenuto che il cessionario del credito sorto da un contratto contenente una clausola compromissoria non possa sollevare eccezione di compromesso: “Se¬†(…)¬†il subentro del cessionario nel distinto negozio¬†compromissorio √® escluso (secondo la prevalente¬†giurisprudenza) nel caso di cessione del contratto nel quale¬†la clausola √® inserita, ai sensi degli artt. 1406 e seguenti¬†c.c., a maggior ragione deve ritenersi che il subentro non si¬†verifichi nell’ipotesi di mera cessione di un credito¬†nascente dal contratto nel quale √®¬†inserita la clausola. ¬†Ed infatti, la cessione di credito, che il creditore pu√≤¬†effettuare anche senza il consenso del debitore (art. 1260,¬†comma 1, c.c.), ha un effetto pi√Ļ circoscritto rispetto alla¬†cessione del contratto, in quanto √® limitata al solo diritto¬†di credito derivante al cedente da un precedente contratto, e¬†non determina il trasferimento dal cedente al cessionario¬†dell’intera posizione giuridica contrattuale, con tutti i¬†diritti e gli obblighi ad essa relativi (…) Consegue che¬†il cessionario di credito nascente da contratto nel quale sia¬†inserita una clausola compromissoria non subentra nella¬†titolarit√† di tale negozio, autonomo e distinto rispetto al¬†contratto al quale aderisce, e non pu√≤ pertanto avvalersi a¬†suo favore (come pretende nella specie la SOFAL) della¬†clausola nei confronti del debitore ceduto” (Cass., SS.UU., 17 dicembre 1998, n. 12616, disponibile qui). ¬†

Le stesse Sezioni Unite hanno per√≤ del pari osservato che il debitore ceduto ben pu√≤ sollevare eccezione di compromesso: “Con l’affermato principio non contrastano le sentenze di¬†questa Corte che, nel caso di cessione di credito nascente da¬†contratto munito di clausola compromissoria, hanno¬†riconosciuto al debitore ceduto la facolt√† di opporre la¬†clausola al cessionario (…). Si¬†tratta invero di pronunce che hanno esaminato la questione¬†non gi√† con riferimento alla posizione del cessionario del¬†credito, bens√¨ con riferimento alla posizione del debitore¬†ceduto, sottolineando l’esigenza di non privarlo della¬†facolt√† di avvalersi della clausola compromissoria nei¬†confronti ¬†del cessionario. Hanno invero rilevato che: “se cos√¨ non¬†fosse, il debitore ceduto, che in virt√Ļ della clausola ha il¬†diritto di far decidere da arbitri le controversie sul¬†credito, si vedrebbe privato di tale diritto in forza di un¬†accordo intervenuto tra cedente e cessionario, ed al quale¬†egli √® rimasto estraneo”. Non viene quindi in considerazione¬†il fenomeno del subentro del cessionario del credito nel¬†negozio compromissorio, con conseguente acquisizione della¬†facolt√† di avvalersi della clausola, da ritenersi precluso,¬†come gi√† rilevato, in ragione del principio dell’autonomia¬†del detto negozio, ma risulta sostanzialmente applicato il¬†principio, non sancito normativamente dagli artt. 1260 e¬†seguenti c.c., ma del tutto pacifico in dottrina ed in¬†giurisprudenza, della trasferibilit√† delle eccezioni che il¬†debitore ceduto avrebbe potuto opporre al creditore¬†originario. Posta la premessa che una modificazione¬†soggettiva del rapporto che si verifica anche contro la¬†volont√† del debitore non pu√≤ arrecare pregiudizio alla¬†posizione di quest’ultimo, si afferma infatti che nella¬†cessione del credito il debitore ceduto pu√≤ opporre al¬†cessionario tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre¬†all’originario creditore (…). E tra¬†le menzionate eccezioni va ritenuta compresa anche quella, di¬†natura processuale, derivante dal negozio compromissorio¬†stipulato con l’originario creditore ed inserito nel¬†contratto¬†dal quale nasce il credito ceduto” (Cass., SS.UU., 17 dicembre 1998, n. 12616; in tempi pi√Ļ recenti, hanno affermato lo stesso principio Cass., Sez. II Civ., 21 novembre 2006, n. 24681, disponibile qui; e Cass., Sez. VI Civ., 28 dicembre 2011, n. 29261, disponibile qui, entrambe richiamate dal Tribunale di Milano nella pronunzia in commento; nonch√© Cass., Sez. I Civ., 19 settembre 2003, n. 13893, disponibile qui; e Cass., Sez. I Civ., 21 marzo 2007, n. 6809, disponibile qui).

Nello stesso senso si √® pronunziato il Tribunale di Milano nella sentenza in commento: “se √® vero che il cessionario di un credito nascente da un contratto nel quale sia inserita una clausola compromissoria non subentra nella titolarit√† del distinto ed autonomo negozio compromissorio e non pu√≤, pertanto, invocare detta clausola nei confronti del debitore ceduto, √® altres√¨ vero che, viceversa, quest‚Äôultimo pu√≤ avvalersi della clausola compromissoria nei confronti del cessionario“.

L’eccezione di compromesso sollevata dal debitore ceduto √® stata pertanto accolta e il Tribunale di Milano ha declinato la competenza in favore del Tribunale arbitrale¬†previsto dalla clausola compromissoria pi√Ļ sopra richiamata.

L’orientamento giurisprudenziale che prevede, in caso di cessione del credito, una circolazione “a senso unico” della clausola compromissoria √® stato oggetto di critica da parte della dottrina, sia per quanto concerne i suoi fondamenti dogmatici, sia con riferimento alle conseguenze che ne derivano sul piano pratico. ¬†Nondimeno, tale orientamento esiste ed √® consolidato sia nella giurisprudenza di legittimit√†¬†che in quella di merito (tra le pi√Ļ recenti, si possono vedere Trib. Modena, 23 maggio 2013, n. 807, disponibile qui nell’archivio di Giurisprudenza Modenese; e Trib. Rimini, 17 dicembre 2015, disponibile qui nell’archivio de Il Caso). La speranza di una sua rimeditazione, poi, sembra lungi dal ricevere realizzazione. ¬†Invero,¬†rara avis in senso contrario √® Cass., Sez. I Civ., 1 settembre 2004, n. 17531¬†(disponibile qui), che per√≤ sembra pi√Ļ ignorare l’orientamento giurisprudenziale in parola che contrapporsi consapevolmente a esso.

In questo contesto, il Tribunale di Milano sarebbe potuto pervenire a una diversa soluzione? ¬†C’√® un tema sul quale la pronunzia in commento non si sofferma. ¬†Nel caso di specie, il debitore ingiunto (ossia la parte che ha sollevato l’eccezione di compromesso)¬†non era il debitore ceduto, parte del contratto contenente la clausola compromissoria, bens√¨ il soggetto con quest’ultimo obbligato in solido in forza di espressa disposizione di legge. ¬†Questa responsabilit√† solidale lo legittima a sollevare eccezione di compromesso, invocando la clausola compromissoria stipulata dal suo co-obbligato?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.