Corte d’appello di Messina, 2 marzo 2026, n. 175
Massima
Le Autorità d'Ambito costituite in forma di società di capitali a partecipazione pubblica, quali forme di aggregazione tra enti locali finalizzate alla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, non sono qualificabili come pubbliche amministrazioni ai sensi della disciplina che vieta il ricorso all'arbitrato irrituale, quando svolgono un'attività che, ancorché di pubblico interesse, non è caratterizzata dall'esercizio di poteri autoritativi e dispositivi propri della funzione pubblica, essendo effettuata secondo criteri di economicità e con il ricorso agli strumenti del diritto civile nei rapporti contrattuali; conseguentemente, la clausola compromissoria che prevede l'arbitrato irrituale inserita nel contratto di appalto stipulato da tali enti è valida ed efficace, sottraendo al giudice ordinario la cognizione della relativa controversia.
Note Metodologiche
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