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Tribunale di Roma, 20 luglio 2026, n. 11282

L’eccezione di compromesso ha carattere processuale e integra una questione di competenza, che deve essere sollevata, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata nel termine di cui all’art. 166 cod. proc. civ., restando esclusa la competenza arbitrale, limitatamente alla controversia decisa in giudizio, in caso di mancata proposizione dell’eccezione.
In applicazione dell’art. 819 ter, co. 2, cod. proc. civ., come integrato dalla pronuncia additiva della Corte costituzionale, il giudizio può proseguire davanti al giudice competente attraverso la translatio iudicii di cui all’art. 50 cod. proc. civ., istituto applicabile sia nel caso in cui il giudice ordinario dichiari la propria incompetenza in favore degli arbitri, sia nell’ipotesi inversa.
Non è estensibile all’ipotesi in cui sia eccepita la competenza degli arbitri la disciplina dell’art. 38, co. 2, cod. proc. civ. sull’adesione delle parti costituite all’indicazione del giudice competente per territorio; pertanto, nonostante l’adesione all’eccezione di compromesso, il giudice deve verificare se ricorra un’ipotesi in cui le parti non hanno il potere di scegliere liberamente tra la definizione della causa davanti al giudice e davanti agli arbitri.
La clausola compromissoria che devolve al collegio arbitrale le controversie insorgenti nell’interpretazione o nell’esecuzione del contratto, ivi compresi i pagamenti, ricomprende la controversia relativa al corrispettivo delle prestazioni eseguite.
Vertendosi in materia di opposizione a decreto ingiuntivo, la declaratoria di competenza arbitrale deve essere adottata con sentenza che dispone la revoca del decreto ingiuntivo opposto, con assegnazione del termine per la riassunzione della controversia davanti al collegio arbitrale competente.
Una volta che l’eccezione di arbitrato sia stata sollevata con l’atto introduttivo dell’opposizione a decreto ingiuntivo, il suo accoglimento determina la soccombenza della parte opposta con riferimento all’intero e unitario giudizio, anche quando la pronuncia che chiude il processo sia fondata su ragioni di ordine processuale.

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